XLII SESSIONI

XLII Convegno Internazionale di Americanistica

Perugia, Italia 6 – 11 maggio 2020

Sessioni

 

1) DISCORSO SUL METODO

ROMOLO SANTONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) romololmeca@hotmail.com

Naturalmente il titolo vuole essere un omaggio al grande René Descartes, sottolineando il grande debito intellettuale che la scienza occidentale ha verso di lui. Gli studi americanistici si sono sempre caratterizzati, non solo per il carattere di possibilità dell’interdisciplinarità della loro materia, quanto invece per quello di necessità dello sguardo multi e interdisciplinare. Questo aspetto, se fa sì che le ricerche che si svolgono in tale ambito si aprano ad arricchimenti molteplici, dall’altro pone seri problemi di trattazione dei dati. In ambiti dove la multidisciplinarità diventa essenziale e dove l’accuratezza del metodo si dipana in molteplici prospettive, questi incroci non sono soltanto portatori di proficui incontri, scambi e dibattiti, ma, a volte, anche di pericolosi equilibrismi teorici (a volte con pesanti ripercussioni anche sul piano pratico). Ad esempio, un intenso dibattito divide linee di ricerca differenti, che proprio nel metodo applicato trovano il confine fra di esse e fra i rispettivi raggi d’azione. Lo studio del metodo, aspetto peculiare della filosofia occidentale da Cartesio in avanti, si rivela nella attività americanistica, più che altrove, imprescindibile. Per cui sembra necessario proporre un momento di riflessione, a priori della ricerca, che ne evidenzi le prospettive e i limiti metodologici.

 

2) AMAZZONIA INDIGENA

PARIDE BOLLETTIN (PROGRAMA DE PÓS-GRADUAÇÃO EM ANTROPOLOGIA, UNIVERSIDADE FEDERAL DA BAHIA, DEPARTMENT OF ANTHROPOLOGY, DURHAM UNIVERSITY) Paride_Bollettin@msn.com
EDMUNDO ANTONIO PEGGION (UNIVERSIDADE ESTADUAL PAULISTA “JÚLIO DE MESQUITA FILHO”, BRASIL)
edmundopeggion@gmail.com

L’Amazzonia racchiude entro i propri confini una molteplicità di società le quali presentano una varietà di spiegazioni cosmologiche, di organizzazioni sociali, di maniere di gestire la vita materiale che fanno sì che questa regione assurga ad una posizione privilegiata per tutti coloro che siano interessati a confrontarsi con la complessità delle costruzioni sociali, simboliche o di altro tipo messe in atto dalle diverse società umane nella loro quotidianità. Le centinaia di gruppi originari si trovano inoltre ad affrontare l’incontro con le società degli stati nazionali all’interno dei quali è situato il proprio territorio. Emergono così situazioni di incontro culturale e strategie di risposta le più varie: accanto a popolazioni che resistono da cinque secoli all’impatto con il mondo dell’alterità non-indigena ne troviamo altre che da pochi anni fronteggiano tale shock destabilizzante, dalle cosiddette “comunità risorte”, che riscoprono e rivendicano la propria appartenenza culturale, a quelle definite in “isolamento volontario”, che ancora rifiutano il contatto con i non-indigeni. Di fronte a tale complessità di situazioni, questa sessione tematica intende presentare lavori sviluppati a partire da ricerche sul campo, nel tentativo di illustrare la situazione attuale di tali gruppi.

 

3) DIRITTI INDIGENI: UNA DISCUSSIONE TRANSNAZIONALE

MARIA LUISA DE FILIPPO, LADY SAAVEDRA, ELSA LÓPEZ (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” ONLUS, ITALIA convegno@amerindiano.org

La finalità di questa sessione è presentare una discussione interdisciplinare sul tema dei diritti indigeni. Approvata nel 2007, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni ha come obiettivo principale il rispetto dell’autodeterminazione. L’impegno e la sfida di fronte a tale proclamazione consiste nella sua applicazione insieme ad altre misure aventi lo stesso scopo, nei contesti nazionali latinoamericani. In che modo gli stati-nazione negoziano con queste misure approvate e firmate dalla maggior parte dei paesi latinoamericani? In che modo le organizzazioni indigene rivendicano i propri diritti e il rispetto delle diversità culturali nell’ambito delle diverse costituzioni nazionali? Quali i principali conflitti? Questioni come autodeterminazione, diversità e identità culturale sono i temi principali che la sessione propone.

 

4) SEGNI, SIMBOLI, E DINAMICHE DI COSTRUZIONE DEL TERRITORIO INDIGENO

PIERO GORZA (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” ITALIA – INSTITUTO DE ESTUDIOS INDÍGENAS, SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS, CHIAPAS, MÉXICO) piero.gorza1@gmail.com – MARIE ANNEREAU-FULBERT (CENTRO DE ESTUDIOS MAYAS, UNAM, CDMX, MÉXICO) mafulbert@gmail.com

Il tema cruciale di questa sessione rimanda al territorio come luogo in cui si sedimenta la memoria e in cui gli uomini praticano incisioni come esercizio di potere contro il carattere effimero del tempo umano. La costruzione di mappe è per definizione spazio aperto e interdisciplinare: mappe storiche, mappe politiche, mappe culturali, mappe simboliche, mappe mentali e linguistiche. Le categorie del fondare, relazionarsi a partire da un centro, istituire, territorializzare, nominare, orientarsi e ricordare come quelle del disabitare, transitare, perdersi, crescere e apprendere aprono il campo a riflessioni sui processi cognitivi ed esistenziali degli individui e delle collettività. Si tratta di una sessione-crocevia tra centri e frontiere.

 

5) MIGRAZIONI, RELAZIONI, NOMADISMI TRA L’EUROPA E LE AMERICHE

THEA ROSSI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “G. D’ANNUNZIO” CHIETI-PESCARA, ITALIA) thearossi@yahoo.it

La sessione si propone di riflettere sui movimenti e i flussi di idee, di oggetti e di capitale umano che hanno caratterizzato la storia delle relazioni transatlantiche tra l’Europa e le Americhe. Tre le focalizzazioni che si intendono privilegiare, attraverso una prospettiva finalizzata a promuovere il dialogo pluridisciplinare. In primo luogo le dinamiche e i processi, reali e simbolici, che hanno caratterizzato il fenomeno migratorio verso il Continente americano nel secolo scorso, soprattutto a cavallo dei due conflitti mondiali, e, al contempo, il rispettivo movimento di ritorno, riferito in particolare modo nell’ultimo trentennio, e causato da fattori di congiuntura socio-politici ed economici. In seconda istanza le relazioni che intrecciano i due contesti, creando un patrimonio materiale e immateriale comune. Oltre a beni e manufatti sarà tenuta particolarmente in conto la creazione di un immaginario condiviso. Infine, la riflessione si estenderà ai nomadismi dell’epoca della mondializzazione: il costante flusso di risorse umane, la negoziazione e il contatto tra culture unitamente alle possibili nuove forme di integrazione tese a coniugare il locale e il globale.

 

6) ETNOMUSICOLOGIA: SOPRAVVIVENZA, CONTINUITÀ E NUOVI CONTRIBUTI DELLA MUSICA E DELLE DANZE TRADIZIONALI IN AMERICA

MARÍA LINA PICCONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) lina_455@yahoo.com

E’ compito dell’etnomusicologia rispondere a una serie di domande che l’umanità si è posta nel corso della storia: chi crea la musica? Come si crea? Per chi? Per che cosa? Con quale fine? Considerando notevole la carenza di informazioni sul mondo delle musiche tradizionali, le cui caratteristiche vanno dalla varietà alla sottigliezza delle espressioni musicali, propongo l’apertura di questa sessione. Esistono ancora in America espressioni musicali o di danza, le cui radici si prolungherebbero fino all’epoca precolombiana e proverrebbero da un’antica arte il cui significato sarebbe stato dimenticato. L’avvento della globalizzazione ha contribuito alla nascita di molte di quelle espressioni musicali principalmente urbane che tendono, come in altre parti del mondo, a uniformare i particolarismi locali. Per tale ragione è imprescindibile ai giorni nostri registrare e indagare queste espressioni, affinché non se ne perda la memoria con lo sviluppo del mondo globalizzato.

 

7) IMMAGINARIO E MEMORIA: STUDI CULTURALI

ANNA SULAI CAPPONI (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA, ITALIA) anazulay@virgilio.it

Questa sessione ha un carattere interdisciplinare che ha come principale obiettivo quello di presentare studi sulle diversità culturali che abbiano come espressione tutte le forme di rappresentazione. Sappiamo che è per mezzo delle rappresentazioni sociali e individuali che possiamo localizzare le formazioni, trasformazioni e risemantizzazioni identitarie che hanno come caratteristica di essere polissemiche e pertanto polifoniche. Per questa ragione, l’interdisciplinarietà non è uno strumento di lavoro ma una teoria che ha lo scopo di studiare i simboli-chiave culturali, come essi sono percepiti, concepiti e rappresentati. Contempliamo tutti i tipi di manifestazioni culturali in quanto riteniamo che le soggettività culturali siano rappresentate nelle forme letterarie, cinematografiche, artistiche e che gli studi sulle rappresentazioni culturali non siano solamente monopolio delle discipline concepite con questo fine.

 

8) QUESTIONI DI ANTROPOLOGIA MEDICA NEL CONTINENTE AMERICANO

PAOLA MARIA SESIA (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL CIESAS UNIDAD PACÍFICO SUR, MÉXICO) paolasesia@yahoo.com.mx

Costruire una sessione dedicata all’antropologia medica in ambito Latino Americano significa dar voce alle molteplici concezioni e pratiche intorno ai concetti di salute e malattia presenti in tali contesti attraverso una prospettiva storica che tenga conto del presente come del passato. I rapporti egemonici che intercorrono fra la biomedicina e le molteplici risposte di salute “locali e tradizionali” costituiscono un esempio dei più importanti ambiti d’interesse di questa disciplina. Facendo tesoro delle esperienze e delle elaborazioni teoriche delle diverse tradizioni di questa prospettiva, si assume l’obiettivo di costituire un utile spazio di dialogo e di confronto per la comunità americanistica attualmente impegnata in tale ambito di studi. Sulla scorta dell’esperienza realizzata da questa sessione nelle precedenti edizioni del Convegno Internazionale di Americanistica, si vuole favorire inoltre lo spazio del dibattito come terreno di costruzione di riflessioni comuni che possano poi avere una ricaduta operativa sul tessuto sociale dei contesti presi in esame.

 

9) RIFLESSIONI TEORICO-METODOLOGICHE DELLE INTERAZIONI SOCIALI IN CONTESTI CLINICI, NEL CAMPO DELLA SALUTE MENTALE NEL CONTINENTE AMERICANO

MARÍA ALEJANDRA SÁNCHEZ GUZMÁN, (FACULTAD DE MEDICINA, UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE MÉXICO, MÉXICO) alesanguz@yahoo.com.mx, TOMAS LOZA TAYLOR (FACULTAD DE MEDICINA, UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE MÉXICO, MÉXICO) tomoish@yahoo.es

L’approccio al campo della salute mentale da parte della ricerca qualitativa ha lo scopo di approfondire la complessità dei discorsi e delle pratiche che lo costruiscono durante le cure, da cui emergono emozioni, comportamenti e malattie neuropsichiatriche. Allo stesso modo, è possibile osservare le politiche sanitarie che influenzano la formazione degli specialisti, nonché le interazioni cliniche tra i soggetti coinvolti in quel processo. Di conseguenza, proponiamo di riflettere sulle ricerche sulla salute mentale in contesti clinici nel continente americano, dove convergono le narrazioni di tutti gli attori, i regolamenti istituzionali, l’ethos e le tensioni globali e locali del mondo sociale. Orientiamo questa sessione con il seguente approccio: quali sono i quadri teorici più pertinenti che spiegano le interazioni sociali in contesti clinici? Pertanto, invitiamo gli scienziati sociali interessati a riflettere sulla ricerca nell’ambito della salute mentale, attraverso i dati forniti dall’etnografia nella clinica e dalla coproduzione narrativa, al fine di promuovere un dialogo con la biomedicina.

 

 10) POLITICHE PUBBLICHE, ISTITUZIONI E DEMOCRAZIA IN AMERICA LATINA

BEATRIZ CALVO PONTÓN (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) beatrizcalvo_mx@yahoo.com

Il modello neoliberale nei paesi latinoamericani ha comportato la sottrazione dello Stato da responsabilità sociali e funzioni prioritarie, così come la messa in atto di riforme strutturali che intendono far sì che le società vengano gestite con i criteri del libero mercato. Osserviamo alcune conseguenze: riduzione, privatizzazione e rincaro dei servizi pubblici educativi e sanitari, aumento delle diseguaglianze e della povertà e rafforzamento dei monopoli nei settori chiave dell’economia e dei mezzi di comunicazione, che intervengono sempre di più nei processi politici e nel disegno delle politiche pubbliche. La ridefinizione delle politiche sociali è stata orientata in campo sociale dalla focalizzazione sulle fasce in condizioni di povertà estrema, però allo stesso tempo sono state ridotte le risorse che permettono di progredire verso l’universalizzazione dei diritti sociali. D’altra parte, sono stati creati spazi nei quali sono nate istituzioni autonome legate a temi quali i diritti umani, la trasparenza e la contraloría social. Nella società civile è cresciuto il numero di organizzazioni che lottano per la democratizzazione delle istituzioni e il miglioramento dei servizi sociali. La congiunzione di tali processi ha cambiato in modo sostanziale il volto delle società latinoamericane.

 

11) ELEZIONI IN AMERICA LATINA

RENÉ VALDIVIEZO SANDOVAL (UNIVERSIDAD IBEROAMERICANA PUEBLA, MÉXICO) valdiviezo.rene@gmail.com

La nostra regione vive regolarmente, dalla fine delle dittature, dei processi di elezioni che gli permettono di rinnovare le varie autorità e i rappresentanti popolari generalmente in maniera pacifica. Da una prospettiva liberale (e neoliberale), questi processi sono l’espressione dell’esistenza della vita democratica nelle nazioni. Da un punto di vista più critico, i processi elettorali, diventano sempre più dei rituali per il mantenimento al potere di correnti politiche che non rappresentano la popolazione e che usano questi processi per legittimare la loro permanenza al potere, cosa che ottengono, a volte, attraverso meccanismi extra-legali. Questa sessione cerca di generare dibattiti sull’elezioni in America Latina, nei suoi tre (o quattro) livelli, sull’azione politico-elettorale (competizione, risultati, conflitti, campagne e relazioni con altri aspetti della vita sociale), sugli attori politico-elettorali (partiti, gruppi sociali e le autorità) e sulla conformazione dei poteri nazionali / regionali / locali, basati sui processi elettorali. Sebbene siano preferiti gli studi odierni, saranno accettati anche lavori storici.

 

12) NUOVE E VECCHIE SCHIAVITÙ NELLE LETTERATURE AMERICANE

ROSA MARIA GRILLO (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO – CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” DI SALERNO, ITALIA) grillovov@gmail.com

Alla nozione tradizionale di ‘schiavitù totale’ che ha dato vita nei secoli XVIII e XIX  alla letteratura antischiavista in risposta alla ‘Tratta dei negri’  che aveva convogliato nelle regioni tropicali del Nord e del Sud America interi gruppi umani rapiti sulle coste africane, si è andata sostituendo una concezione allargata della schiavitù, diversificata nelle modalità, nella tipologia, nel grado e nella natura della dipendenza: sessuale, tratta delle donne, droghe,  abitudini, ecc., senza dimenticare la ‘schiavitù totale’ dei nuovi lager e luoghi di detenzione / smistamento degli individui migranti. Narrare questo nuovo ‘inenarrabile’ è l’ultima sfida della letteratura, testimoniale e di creazione, che non può non tener presente testi fondazionali come Uncle Tom’s Cabin or Life Among the Lowly di Harriet Beecher Stowe, Sab di Gertrudis Gómez de Avellaneda, Biografía de un cimarrón di Miguel Barnet.

 

13) ARCHEOLOGIA DELLE AMERICHE: FRA LA CULTURA MATERIALE E LE RAPPRESENTAZIONI SIMBOLICHE

MARÍA TERESA MUÑOZ ESPINOSA (DIRECCIÓN DE ESTUDIOS ARQUEOLÓGICOS, INAH, MÉXICO) munoz7576@yahoo.com
JOSÉ CARLOS CASTAÑEDA REYES (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA-IZTAPALAPA, MÉXICO)
mrwti@xanum.uam.mx

Le antiche culture e civiltà americane presero o produssero con i propri mezzi la base materiale che permise loro di creare le grandi manifestazioni di pensiero, di arte o della semplice vita quotidiana dei popoli che abitarono nel continente, e che si plasmarono nella ricca storia antica di America, dallo stretto di Bering fino alla Terra del Fuoco. Nella sessione si propone lo studio e l’analisi di tali manifestazioni di vita materiale e i suoi simboli associati, che l’archeologia recupera, compara e spiega, per comprendere e far comprendere la nostra storia antica. Pretende essere uno spazio di incontro dove si discutano i progressi dei progetti di ricerca archeologica in corso nei diversi scenari americani o i nuovi studi e interpretazioni che si basino sulle fonti plastiche o testimonianze scritte, fra le tante. Si propone di stabilire uno spazio di incontro periodico dove si presentino e si analizzino aspetti diversi –teorici, metodologici, reali – dell’archeologia del nostro continente.

 

14) METODO, DESIGN E PASTICITÀ DELLO SPAZIO RELIGIOSO CONTEMPORANEO IN AMERICA LATINA: ESPRESSIONE SOCIALE MATERIALIZZATA NEI SECOLI XX-XXI

MARÍA CRISTINA VALERDI NOCHEBUENA (BENEMÉRITA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE PUEBLA, MÉXICO) crvalerd@gmail.com

L’espressione sociale religiosa si è manifestata nel tempio come spazio materiale di celebrazione di una congregazione di persone riunite per celebrare un rito di adorazione e dottrina, che ha subito cambiamenti a causa del significato culturale e religioso, e che ha espresso influssi di rinnovamento e l’applicazione di linee guida denotate nel modo di costruirlo e che sono la ragione di esperienze che promuovono la diversità di plasticità, stili e disposizioni spaziali. Pertanto, si invita a presentare contributi che mostrino spazi per l’esperienza di incontro e costruzione, che catturino linguaggi plastici di aspetti visibili, artistici e folcloristici, che i occupino della manifestazione storica, artistica e sociale attraverso lo studio delle trasformazioni che lo spazio religioso ha subito in America Latina nel XX-XXI secolo mantenendo una prospettiva inter e multidisciplinare che combina storia, antropologia, architettura, arti plastiche e teologia, offrendo uno spazio di riflessione agli specialisti internazionali nello studio del metodo, del design e della plastica come espressione sociale materializzata negli spazi religiosi.

 

15) PATRIMONIO EDIFICATO: ANTROPOLOGIA E ARCHITETTURA IN AMERICA

JOEL FRANCIS AUDEFROY (ESCUELA SUPERIOR DE INGENIERÍA Y ARQUITECTURA, IPN, MÉXICO) takatitakite@gmail.com
BERTHA NELLY CABRERA SÁNCHEZ (ESCUELA SUPERIOR DE INGENIERÍA Y ARQUITECTURA, IPN, MÉXICO)
nema_67@yahoo.com.mx

A partire dalla “Convención sobre la protección del patrimonio mundial, cultural y natural” adottata nel 1972 dall’UNESCO si proclamò l’universalità del sistema di pensiero e di valori occidentali su questo tema. Questo processo di riconoscimento del patrimonio edificato e naturale non è esente da contraddizioni. Quando nel 1964 si scrive la Carta di Venezia “Carta Internacional sobre la conservación y la restauración de los monumentos y los sitios”, il quadro teorico e pratico in cui si scrive è la conciliazione di posizioni teoriche che sono nate nel secolo XIX, sviluppatesi poi durante il secolo XX. Questa sessione invita a riflettere su quanto segue:
• Conservazione e restaurazione dell’habitat tradizionale in una prospettiva antropologica nell’attuale contesto di globalizzazione.
• Protezione strategica dei tessuti patrimoniali urbani ed appropriazione da parte delle popolazioni che li abitano;
• Conservazione e restauro architettonico del patrimonio di fronte al consumo dell’industria del turismo;
• Mercato immobiliario vs conservazione del patrimonio architettonico;

  • Patrimonio a rischio

Le città storiche, il patrimonio architettonico ed urbano intesi come nozioni concepite dalle società occidentali per incontrarsi con il loro passato: hanno raggiunto il loro scopo? O hanno contribuito a costruire una identità o meglio ancora sono una manifestazione del progetto umanista di conservazione? Dal monumento archeologico e storico per una élite fino al progetto modernizzatore di quartieri antichi per il turismo culturale, si è percorso un lungo cammino per il beneficio di milioni di visitatori ma con numerosi conflitti e varie tendenze divergenti nel continente americano.

 

16) FESTE IN AMERICA LATINA: PRATICHE PATRIMONIO CULTURALE MODELLI DI GESTIONE DELLO SPAZIO

DANIELA SALVUCCI (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA) salvuccidana@gmail.com
TOBIAS BOOS (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA)
tobiboos@gmail.com

Questa sessione prende in esame il ruolo delle feste  latinoamericane, tanto nell’articolazione fra differenti entità socio-culturali (quartieri, associazioni, municipalità, ecc.) della città e dei suoi dintorni, come nella costruzione di identità (etniche, sincretiche, meticce, regionali, nazionali, ecc.). Si presterà particolare attenzione alle pratiche (sfilate, giochi, rappresentazioni, ecc.), ai modelli spaziali (luoghi risemantizzati, luoghi occupati, lo spazio pubblico che si trasforma in privato) e temporali della festa. Si terranno in considerazione anche i processi di patrimonializzazione culturale della festa, sottolineando il ruolo dei mezzi di comunicazione e del turismo. Una possibile prima ipotesi per iniziare la discussione è che il patrimonio festivo costituisce un ambito di negoziazione sociale, culturale e politica. Un’ulteriore ipotesi è che le feste permettono di costruire identità nuove e inclusive, plurali e ibridate a partire dalla fusione di differenti forme di vita urbane e rurali. Saranno benvenuti studi empirici e riflessioni teoriche per sviluppare comparazioni interculturali di sistemi festivi.

 

17) INCONTRI E DISINCONTRI EPISTEMOLOGICI NELLE AMERICHE

PARIDE BOLLETTIN (PROGRAMA DE PÓS-GRADUAÇÃO EM ANTROPOLOGIA, UNIVERSIDADE FEDERAL DA BAHIA, DEPARTMENT OF ANTHROPOLOGY, DURHAM UNIVERSITY) paride_bollettin@msn.com
EDMUNDO ANTONIO PEGGION (UNIVERSIDADE ESTADUAL PAULISTA “JÚLIO DE MESQUITA FILHO”, BRASIL)
edmundopeggion@gmail.com

Nel panorama contemporaneo, emerge sempre più la necessità di costruire dialoghi tra forme alternative di attribuire significati alle molteplici esperienze del vissuto. I popoli culturalmente differenziati si trovano da un lato ad affrontare contesti distruttivi e da un altro creano nuove ed inattese collaborazioni. L’impatto ambientale di mega-progetti si riflette in diverse concezioni della frontiera tra l’umano e la natura, le politiche di educazione scolastica frutto dell’inclusione in istituzioni universitarie o amministrative attivano diverse visioni di cosa sia la conoscenza e la persona stessa, i processi migratori intra- e internazionali e le politiche di territorializzazione evidenziano idee diverse su società e collettivi, per citare solo alcuni possibili esempi. Questi fenomeni generano dialoghi che producono incontri e disincontri tra forme specifiche di pensare all’umano ed al mondo. Questi contesti richiedono una comprensione approfondita di come si producano congiunzioni e tensioni epistemologiche tra attori che apportano il propri universo in dialoghi complessi e polisemici. In questa direzione, la sessione pretende discutere, a partire da casi specifici e da approcci etnografici, storici, etnoscientifici, filosofici e altri, in che modo queste relazioni prendono forma e quali strategie politiche ed intellettuali vengono attivate dagli attori in questi contesti.

 

18) LA VITA INDIGENA ATTRAVERSO LE DIVERSE FONTI MESSICANE

LUZ MARÍA MOHAR BETANCOURT (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) cucusmohar@hotmail.com

Questa sessione si pone l’obiettivo di mostrare le diverse tipologie di fonti primarie, come codici e manoscritti, che apportano nuove informazioni sulla storia del Messico. Si richiede a ciascun relatore di presentare lavori di ricerca nuovi che approfondiscano la vita indigena e i cambiamenti e elementi di continuità a partire dalla conquista. Tematiche come l’evangelizzazione, il senso di appartenenza alla terra e l’identità saranno oggetto d’interesse. Allo stesso modo l’importanza dello studio dell’iconografia e la sua trasformazione su diverse tipologie di supporti saranno tematiche centrali della sessione. Ci interessa conoscere le diverse tipologie utilizzate per l’analisi dei documenti che si conservano in biblioteche, archivi e musei tra i tanti luoghi di conservazione esistenti tanto in Messico quanto in diverse città del mondo.

 

19) L’EROTISMO FRA STORIA, LETTERATURA E ARTE IN AMERICA

BERENIZE GALICIA ISASMENDI (BENEMÉRITA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE PUEBLA) vincent_bere@hotmail.com

La tematica di questa sessione ha l’obiettivo di trattare l’erotismo nel contesto americano, dato che i relatori si addentreranno nelle differenti nozioni dell’erotico per intenderlo non solo nell’aspetto fisico e sessuale (pornografico secondo il filosofo Byung-Chul Han), ma soprattutto come uno dei mezzi primordiali di guidarci sul piano amoroso e nel divenire quotidiano della psiche umana. Pertanto le esposizioni si focalizzeranno nel dialogo fra letteratura, storia, arte (da un lato) e erotico (dall’altro), inquadrandole sia in un carattere estetico che nella capacità di riflettere sulla nostra facoltà di amare e sulla sessualità (l’intimità e l’immaginazione di ciò che siamo, partendo da George Bataille in “L’erotismo” 1989 ISBN-13: 978-8472230613). Proponiamo una riflessione, partendo dal piano filosofico ed estetico di un tema sempre necessario e attuale.

 

20) STATI, SOCIETÀ E PROCESSI DI GESTIONE DEI CONFLITTI

ROBERTO KANT DE LIMA ( UNIVERSIDADE FEDERAL FLUMINENSE / INEAC – INSTITUTO DE ESTUDOS COMPARADOS EM ADMINISTRAÇÃO DE CONFLITOS, BRASIL) rkantbr@gmail.com, FABIO MOTA ( UNIVERSIDADE FEDERAL FLUMINENSE / INEAC – INSTITUTO DE ESTUDOS COMPARADOS EM ADMINISTRAÇÃO DE CONFLITOS, BRASIL) reismota@gmail.com, JACOPO PAFFARINI (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA, ITALIA; IMED – FACULDADE MERIDIONAL, BRASIL) j.paffarini@gmail.com

 L’interesse della sessione tematica è selezionare studi che analizzino come sono gestiti i vari tipi di conflitto nel contesto americano. Il ruolo dello stato è considerato centrale, sia per produrre che per limitare i conflitti sociali, i quali risultano spesso in varie forme di violenza. Pertanto, cerchiamo di raccogliere una pluralità di approcci analitici basati su studi empirici, con particolare attenzione agli studi comparativi, senza trascurare quelli non comparativi. Gli argomenti di interesse sono: le questioni relative allo Stato democratico di diritto; i processi di criminalizzazione di importanti personalità politiche; arbitrarietà e selettività criminale in relazione a procedimenti giudiziari a vari livelli; forme istituzionali e non istituzionali di gestione dei conflitti; le richieste di riconoscimento dei diritti da parte dei cosiddetti gruppi minoranze sociali; moralità, valori e significati della giustizia – sensibilità giuridica – mobilitati dagli attori coinvolti; etnografie che si concentrano su come tali processi sono vissuti da questi gruppi sociali.

 

21) STUDI DI GENERE: TENDENZE E SFIDE TEORICO-METODOLOGICHE DI FRONTE ALLA DIVERSITÀ SOCIOCULTURALE DELL’AMERICA

MARTHA ESTELA PÉREZ GARCÍA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE CIUDAD JUÁREZ, MÉXICO) MEPEREZ@UACJ.MX, LETICIA PAREDES GUERRERO (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE YUCATÁN, MÉXICO) guerrero@correo.uady.mx, MARÍA EUGENIA GUADARRAMA OLIVERA (UNIVERSIDAD VERACRUZANA, MÉXICO) mguadarrama@uv.mx

Le origini degli Studi di Genere sono legate al movimento femminista. Questa relazione costituisce non solo una forma di azione sociopolitica ma genera anche una attività scientifica e nuovi quadri analitici. La ricerca con la prospettiva di genere mette in discussione le visioni neutrali ed androcentriche della osservazione del mondo e partendo dalla categoria di genere come unità di analisi si spiegano le condizioni di disuguaglianza, subordinazione, esclusione e discriminazione nelle quali vivono donne e uomini. Per questo si prendono in considerazione diversi fattori che riguardano i soggetti quali l’età, l’origine etnica, la classe sociale, la religione, la localizzazione geografica, l’orientamento sessuale, etc. E’ importante analizzare e discutere le tendenze e le attuali sfide degli Studi di Genere al fine di conoscere il loro stato attuale ed i contributi che apporta questa linea analitica in America. Tematiche di vita quotidiana, mercato del lavoro, salute, educazione, sessualità, partecipazione politica e sociale, struttura legale, ambiente, violenza domestica e sessuale, costituiscono solo alcuni campi che si studiano sotto diversi assi disciplinari quali: studi culturali, antropologici, politici, storici, economici, giuridici, di comunicazione, psicologici, di educazione, religiosi, etc.

 

22) I SISTEMI COMPLESSI NELLA RICERCA SOCIALE

CRISTINA PIZZONIA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) pizzonia@hotmail.com, ÁNGEL JOSÉ MARTÍNEZ SALINAS (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) anuamtz@gmail.com

Questa sessione mira a spiegare le dinamiche sociali a partire dalla visione e dalla formalizzazione di sistemi complessi, nella misura in cui consentono la creazione di una teoria transdisciplinare e integrativa delle diverse conoscenze; utilizzando metodi che identificano le variabili negli spazi di configurazione che possono essere modellati. Questi modelli consentono, in primo luogo, di chiarire le interdipendenze invisibili e consentono la costruzione di nuove ipotesi di ricerca utilizzando metodi mutuati dalla matematica e dalla fisica, con l’aiuto di tecniche computazionali. In questo contesto, è pertinente discutere se nel formalizzare la complessità si identifichino conoscenze diverse da quelle che otterremmo con specifiche lineari di causa ed effetto; considerando la possibilità di riflettere su come nei sistemi complessi del continente americano si possano trovare articolazioni, finora assenti, formalizzando in questo modo pensieri olistici. In questa sessione si propone ai partecipanti di presentare ricerche basata sulle Scienze della Complessità, arricchendo questa area di ricerca con le loro esperienze.

 

23) LO STUDIO METODICO DELLA SCRITTURA INDIGENA TRADIZIONALE, DECENNI DOPO LA SUA CREAZIONE

RITA FERNÁNDEZ DÍAZ (JOAQUÍN GALARZA A. C., MÉXICO), ritafernandez88@yahoo.com.mx, MIGUEL ÁNGEL RECILLAS (INSTITUTO DE INVESTIGACIONES ANTROPOLÓGICAS, UNAM; ESCUELA NACIONAL DE ANTROPOLOGÍA E HISTORIA, MÉXICO) mareg6@gmail.com

Questa sessione ha come oggetto la presentazione dei risultati delle ricerche svolte su documenti pittorici indigeni tradizionali, comunemente noti come codici, in cui è necessario stabilire chiaramente il metodo e la metodologia utilizzati come strumento di studio. I manoscritti pittorici sono considerati discorsi indigeni, data la loro origine; popolari, per il loro processo di produzione e ricezione; tradizionali, per la loro circolazione e storici, per temi, struttura e funzione a loro attribuiti.

I codici sono concepiti come scritti, i cui processi di significazione spiegano situazioni comunicative caratteristiche del gruppo socioculturale che li ha prodotti: l’analisi interdisciplinare diventa dunque un imperativo, che tenta di lavorare una buona parte della sua struttura, funzione e significato, sebbene non esaurisce le possibilità testuali.

Contempliamo il metodo galarziano, creato dallo scienziato Joaquín Galarza; e diversi contributi di linguisti che hanno sostenuto la semiotica greimasiana, e questa fornisce gli elementi alla Semiotica del Discorso, come la conosciamo oggi.

 

24) LA NAVIGAZIONE TRA ACAPULCO E LE FILIPPINE: UN ALTRO SCAMBIO TRA DUE MONDI

LUIS ALBERTO VARGAS (INSTITUTO DE INVESTIGACIONES ANTROPOLÓGICAS, UNAM, MÉXICO) vargas.luisalberto@gmail.com

Il 5 novembre 1564, partirono da Barra de Navidad 5 navi comandate da Andrés de Legaspi, con Fray Andrés de Urdaneta come pilota. Dopo l’arrivo nelle Filippine, alcuni rientrarono dal loro viaggio nel giugno del 1565. Da allora in poi, fino al 1815, i due porti comunicavano una o due volte l’anno. Manila divenne il porto dove arrivavano persone e merci dall’Europa e dalla Nuova Spagna e da dove tornavano quelle dall’Asia, trasformando così il Messico nel sogno realizzato di una rotta tra Oriente e Occidente.

I risultati da allora fino ad oggi si manifestano nelle due regioni, ad esempio nella lingua, nell’architettura, nell’agricoltura,nella gastronomia, nell’abbigliamento (mango di Manila, tamarindi, tuba, costume della Cina Poblana, palapas, combattimenti di galli e parián e in Oriente con l’adozione di peperoncino, ananas, tianguis ecc.). Oltre alla poco conosciuta radice biologica filippina di molti messicani, specialmente sulle coste del Pacifico.

Questo aspetto viene affrontato troppo poco e in questa sessione invitiamo coloro che hanno studi o informazioni su ciò che ha significato la relazione tra queste due regioni, a presentare la propria esperienza. Naturalmente lo scambio non era limitato alla Nuova Spagna, poiché dall’arrivo delle navi, si stabilirono contatti – attraverso il Pacifico – con tutto il Sud America e quando le merci arrivavano nello stato di Veracruz, venivano poi spedite nei Caraibi e sulla costa atlantica del continente, dove hanno creato conseguenze anche durature. Pertanto, è interessante analizzare le conseguenze del contatto tra Asia e America in tutta l’America Latina.

 

25) SESSIONE NON TEMATICA
CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”
convegno@amerindiano.org