XLIII Convegno Internazionale di Americanistica

XLIII Convegno Internazionale di Americanistica

organizzato dal

Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus

 

Il CONVEGNO INTERNAZIONALE DI AMERICANISTICA, evento annuale che si svolge ininterrottamente dal 1979, è stato creato per fornire un luogo di incontro e confronto fra le diverse esperienze americanistiche, sia disciplinari  che geografiche. Per questo non ha sessioni parallele e le relazioni vengono sempre presentate in sessione plenaria.
Il Convegno si articola in sessioni proposte e coordinate da americanisti di varie nazionalità. Le tematiche spaziano dagli argomenti e dalle discipline più vari: dall’archeologia alla antropologia, dalla linguistica alla sociologia, dai diritti dei popoli indigeni all’arte, dall’architettura alla politica, dagli studi religiosi alla storia.
Al Convegno partecipano studiosi di tutto il mondo e i loro lavori presentati in forma scritta sono poi oggetto di referaggio doppio cieco e, se approvati, pubblicati.
Il Convegno si è sempre tenuto a Perugia come sede principale, ma da molti anni si svolge in giornate seminariali presso le Università di Salerno, Roma e Padova. Inoltre, periodicamente ha una seconda sede in paesi delle Americhe.
Il Convegno, come tutta l’attività del Centro Studi, non ha scopo di lucro. Tutti i proventi, di qualsiasi origine e natura, sono utilizzati per il funzionamento del Convegno stesso.

 

PRESIDENTE
Romolo Santoni

 

COMITATO  SCIENTIFICO

Claudia Avitabile
Beatriz Calvo Pontón
Antonino Colajanni
Davide Domenici
Piero Gorza
Rosa Maria Grillo
Alfredo López Austin
Giuseppe Orefici
Edmundo Antonio Peggion
María Lina Picconi
Cristina Victoria Pizzonia Barrionuevo

Mario Humberto Ruz Sosa
Romolo Santoni
Felice Scauso
Paola Sesia
Francisco Tovar Blanco
René Valdiviezo Sandoval
Luis Alberto Vargas

 

COORDINAMENTO DELLA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Hélène D’Angelo, Maria Luisa De Filippo, Elsa López, Lady Saavedra (convegno@amerindiano.org)

 

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Silvia Gola, Sonia Margaritelli, Clara Migotto, Mattia Petrini, Fabrizio Conte

 

UFFICIO STAMPA
Hélène D’Angelo, Maria Luisa De Filippo

 

GRAFICA
Lady Saavedra

Il Convegno, organizzato dal Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”, si svolgerà a Perugia (Italia), dal 6 all’11 maggio 2021.

L’organizzazione si riserva la facoltà di modificare la data e la durata del Convegno e di designare altre sedi oltre a quella di Perugia.

Si terranno, inoltre, le seguenti attività seminariali:

Salerno, 12-14 maggio 2021: Giornate di letteratura ispanoamericana: “Tornare, mangiare, raccontare” (Primo Levi): speranze, ossessioni e ricordi dei sopravvissuti.

Padova, 12 maggio 2021: Seminario America indigena e stati nazionali: temi e problemi;

Roma, 12 maggio 2021: Tavola rotonda Gli studi americanistici oggi;

Cordova (Argentina) 17 maggio 2021: Seminario di etnomusicologia.

Città del Messico 8-11 novembre 2021:

Le lingue ufficiali del Convegno sono: francese, inglese, italiano, portoghese e spagnolo e tutte le lingue amerindiane.

 

INTERVENTI E SESSIONI DEL CONVEGNO

Il Convegno sarà articolato in differenti sessioni con temi specifici, oltre ad una sessione non tematica.

I coordinatori che hanno presentato sessioni nella precedente edizione possono riproporre la medesima sessione nel presente Convegno.

È possibile proporre nuove sessioni che saranno sottoposte al vaglio del Comitato Scientifico del Convegno.

L’accettazione di tutte le sessioni, presenti nel Convegno precedente o nuove, sarà comunque subordinata al parere del Consiglio Direttivo.

Per presentare una nuova proposta di sessione è necessario essere socio del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” in regola con la quota 2020 e 2021 e inviare entro il 07 dicembre 2020 all’indirizzo convegno@amerindiano.org:

– un abstract del tema della sessione (tra 800 e 1200 battute spazi inclusi);

– un curriculum dettagliato del/i coordinatore/i;

– una lettera di presentazione del/i coordinatore/i da parte di americanisti di fama internazionale o di un membro del Comitato Scientifico del XLIII Convegno Internazionale di Americanistica.

Ogni sessione comprenderà un numero di interventi fra 3 e 6.

Le proposte di intervento devono essere inedite e non presentate in altri convegni; devono essere presentate personalmente.

Nell’eventualità del perdurare delle restrizioni dovute alla pandemia, il Centro Studi proporrà soluzioni alternative che possano permettere la partecipazione al Convegno.

Ogni relatore può presentare un solo intervento.

Il tempo massimo per ogni relazione è fissato in 20 minuti, salvo diversa comunicazione dell’organizzazione.

Tutte le spese di viaggio, pernottamento e vitto sono a carico dei singoli partecipanti.

 

ISCRIZIONE E FREQUENZA AL CONVEGNO

La frequenza al Convegno è libera e gratuita. Tuttavia per presentare un intervento, per richiedere l’attestato di partecipazione e per ricevere gli atti è necessaria l’iscrizione.

La scadenza per l’iscrizione per partecipare come relatore al convegno è fissata al 31 gennaio 2021.

L’iscrizione deve essere fatta inviando il relativo modulo ( clicca sulla scheda "Iscrizione" in alto ) che sarà presente in questo sito a partire dal 15 dicembre 2020, insieme alla lista delle sessioni ( clicca sulla scheda "Sessioni" in alto ) accettate. Il modulo sarà ritenuto valido solo se completo dei dati richiesti, compresi abstract di minimo 400 e massimo 800 caratteri (spazi inclusi) e curriculum vitae dettagliato, autocertificazione di residenza, copia del documento d'identità da allegare alla domanda. Il modulo verrà inviato contemporaneamente al coordinatore della sessione in cui si chiede di partecipare e alla segreteria del Convegno. In caso lo ritenga opportuno il coordinatore potrà richiedere una documentazione integrativa.

L’iscrizione al Convegno come relatore non è automatica ma subordinata all’accettazione del coordinatore. I coordinatori di sessione dovranno comunicare a coloro che hanno inviato una proposta di intervento l’accettazione o meno della stessa fra il 1° e il 7 febbraio 2021.

Entro 7 giorni dall’accettazione da parte del coordinatore il relatore dovrà procedere al pagamento della quota di iscrizione, pena l’esclusione dal programma. Appena effettuato il pagamento si dovranno comunicare alla segreteria del convegno (convegno@amerindiano.org) gli estremi del versamento e l’indicazione dell'intestatario della fattura (ente o privato).

In caso di impossibilità a partecipare ai lavori del Convegno, verrà rimborsato il 50% della quota di iscrizione a chi ne darà comunicazione alla Segreteria del Convegno entro il 1° Marzo 2021. Dopo tale data la quota non sarà rimborsata.

La bozza di programma verrà inviata ai partecipanti entro il 15 marzo 2021.

La quota di iscrizione al Convegno per i relatori è di 150,00 EUR.

Nel caso di un lavoro presentato da due o più co-autori il primo autore dell’intervento paga la quota intera.

Gli altri autori possono scegliere tra due modalità di iscrizione:

– co-autore che partecipa personalmente ai lavori del Convegno e agli eventi sociali. Paga una quota di 90,00 EUR.

– co-autore che non partecipa personalmente al Convegno paga una quota di 45,00 EUR.

In entrambi i casi i co-autori sono tenuti a compilare il modulo di iscrizione.

Per i soci del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus che abbiano pagato regolarmente la quota sia del 2020 che del 2021, la quota di iscrizione al Convegno come relatore è ridotta del 50%.

Gli studiosi, soci del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”, possono proporre lavori di propri studenti.

Nel caso che il coordinatore della sessione in cui viene presentato il lavoro accetti la proposta, lo studente potrà iscriversi al Convegno pagando soltanto il 50% della quota.

I partecipanti alla Segreteria Organizzativa, sono esentati dal pagamento della quota di iscrizione a relatore. Per partecipare alla Segreteria Organizzativa è necessario fare richiesta al Coordinamento del Convegno (convegno@amerindiano.org) e assicurare la presenza per tutto il Convegno. L’accoglimento della richiesta sarà subordinata all’accettazione del Coordinamento della Segreteria Organizzativa.

L’iscrizione al Convegno per non relatori è di 20,00 EURO e dà diritto a ricevere l’attestato di partecipazione.

L’iscrizione socio al Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” per l’anno 2020 e per l’anno 2021 è di 70,00 EUR per ciascun anno.

La quota di iscrizione dovrà essere versata, con bonifico, sul conto corrente bancario intestato a Centro Studi Americanistici Circolo Amerindiano, presso UniCredit, Agenzia Perugia via Mario Angeloni:

 

Coordinate bancarie:

IBAN IT 42 A 02008 03033 000029489801

Codice BIC / SWIFT: UNCRITM1J03

Indirizzo della banca:  Via Mario Angeloni 76 – 06124 Perugia

 

ATTENZIONE: in caso di pagamento tramite banca, eventuali commissioni dovranno essere integrate al momento della registrazione all’arrivo alla sede del Convegno.

In alternativa, solo per coloro che non si trovano in Italia, è possibile effettuare il pagamento tramite Paypal.

È obbligatorio indicare come oggetto del pagamento nome e cognome del relatore che partecipa al XLIII Convegno, sopratutto se il pagamento è effettuato da altre persone.

 

PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ SEMINARIALI

Per informazioni in merito alla partecipazione alle Giornate di letteratura ispanoamericana (Salerno, 12-14 maggio 2021) vi invitiamo a rivolgervi alla Prof.ssa Rosa Maria Grillo (grillovov@gmail.com)

Per informazioni sul Seminario di Padova, sulla Tavola rotonda di Roma, sulla Giornata di etomusicologia di Cordova e sulle Jornadas di Americanística di Città del Messico vi preghiamo di rivolgervi alla Segreteria Organizzativa del Convegno (convegno@amerindiano.org)

 

PUBBLICAZIONE

Coloro che hanno presentato personalmente l’intervento durante i lavori del Convegno possono presentare detti lavori in forma scritta per essere pubblicati, previa approvazione del testo da parte del coordinatore della sessione in cui si è partecipato e di due referees esterni, nella rivista Thule. Rivista italiana di studi americanistici.

Pena esclusione, gli interventi dovranno essere redatti secondo le norme tipografiche di Thule, che i relatori riceveranno per e-mail dal Comitato di Redazione, e dovranno essere inviati ai coordinatori entro e non oltre il 30 Giugno 2021.

Ricordiamo che la rivista Thule prevede il doppio referaggio cieco.

Il titolo dell’articolo deve essere lo stesso pubblicato nel programma e nella stessa lingua.

In sede di presentazione del testo scritto possono essere apportate piccole modifiche all’abstract presentato, che non cambino la sostanza del lavoro presentato e che siano autorizzate dal coordinatore.

Pena esclusione, gli interventi devono restare totalmente inediti fino alla pubblicazione in Thule e dopo tale data possono essere pubblicati solo citando il volume di Thule dove sono stati pubblicati.

Gli interventi che non rispetteranno le norme citate saranno esclusi dalla pubblicazione.

Il volume di Thule sarà disponibile per lettura on line in una apposita pagina del sito www.amerindiano.org con accesso libero.

Inoltre la copia sarà disponibile per l’acquisto pubblico in forma e-book e in forma cartacea.

 

PROGRAMMA

Sarà pubblicato il programma definitivo del Convegno con l’orario dei lavori entro il 1° aprile 2021 e consultabile cliccando nell'apposita scheda in alto.

 

PRENOTAZIONI ALBERGHIERE

I relatori potranno prenotare la sistemazione alberghiera consultando l’elenco degli hotel convenzionati ed i prezzi relativi, che sarà presente nel sito www.amerindiano.org dal 15 marzo 2021.

1) DISCORSO SUL METODO

ROMOLO SANTONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) romololmeca@hotmail.com

Naturalmente il titolo vuole essere un omaggio al grande René Descartes, sottolineando il grande debito intellettuale che la scienza occidentale ha verso di lui. Gli studi americanistici si sono sempre caratterizzati, non solo per il carattere di possibilità dell’interdisciplinarità della loro materia, quanto invece per quello di necessità dello sguardo multi e interdisciplinare. Questo aspetto, se fa sì che le ricerche che si svolgono in tale ambito si aprano ad arricchimenti molteplici, dall’altro pone seri problemi di trattazione dei dati. In ambiti dove la multidisciplinarità diventa essenziale e dove l’accuratezza del metodo si dipana in molteplici prospettive, questi incroci non sono soltanto portatori di proficui incontri, scambi e dibattiti, ma, a volte, anche di pericolosi equilibrismi teorici (a volte con pesanti ripercussioni anche sul piano pratico). Ad esempio, un intenso dibattito divide linee di ricerca differenti, che proprio nel metodo applicato trovano il confine fra di esse e fra i rispettivi raggi d’azione. Lo studio del metodo, aspetto peculiare della filosofia occidentale da Cartesio in avanti, si rivela nella attività americanistica, più che altrove, imprescindibile. Per cui sembra necessario proporre un momento di riflessione, a priori della ricerca, che ne evidenzi le prospettive e i limiti metodologici.

 

2) AMAZZONIA INDIGENA

PARIDE BOLLETTIN (PROGRAMA DE PÓS-GRADUAÇÃO EM ANTROPOLOGIA, UNIVERSIDADE FEDERAL DA BAHIA, DEPARTMENT OF ANTHROPOLOGY, DURHAM UNIVERSITY) Paride_Bollettin@msn.com
EDMUNDO ANTONIO PEGGION (UNIVERSIDADE ESTADUAL PAULISTA “JÚLIO DE MESQUITA FILHO”, BRASIL)
edmundopeggion@gmail.com

L’Amazzonia racchiude entro i propri confini una molteplicità di società le quali presentano una varietà di spiegazioni cosmologiche, di organizzazioni sociali, di maniere di gestire la vita materiale che fanno sì che questa regione assurga ad una posizione privilegiata per tutti coloro che siano interessati a confrontarsi con la complessità delle costruzioni sociali, simboliche o di altro tipo messe in atto dalle diverse società umane nella loro quotidianità. Le centinaia di gruppi originari si trovano inoltre ad affrontare l’incontro con le società degli stati nazionali all’interno dei quali è situato il proprio territorio. Emergono così situazioni di incontro culturale e strategie di risposta le più varie: accanto a popolazioni che resistono da cinque secoli all’impatto con il mondo dell’alterità non-indigena ne troviamo altre che da pochi anni fronteggiano tale shock destabilizzante, dalle cosiddette “comunità risorte”, che riscoprono e rivendicano la propria appartenenza culturale, a quelle definite in “isolamento volontario”, che ancora rifiutano il contatto con i non-indigeni. Di fronte a tale complessità di situazioni, questa sessione tematica intende presentare lavori sviluppati a partire da ricerche sul campo, nel tentativo di illustrare la situazione attuale di tali gruppi.

 

3) DIRITTI INDIGENI: UNA DISCUSSIONE TRANSNAZIONALE

MARIA LUISA DE FILIPPO, LADY SAAVEDRA, ELSA LÓPEZ (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” ONLUS, ITALIA convegno@amerindiano.org

La finalità di questa sessione è presentare una discussione interdisciplinare sul tema dei diritti indigeni. Approvata nel 2007, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni ha come obiettivo principale il rispetto dell’autodeterminazione. L’impegno e la sfida di fronte a tale proclamazione consiste nella sua applicazione insieme ad altre misure aventi lo stesso scopo, nei contesti nazionali latinoamericani. In che modo gli stati-nazione negoziano con queste misure approvate e firmate dalla maggior parte dei paesi latinoamericani? In che modo le organizzazioni indigene rivendicano i propri diritti e il rispetto delle diversità culturali nell’ambito delle diverse costituzioni nazionali? Quali i principali conflitti? Questioni come autodeterminazione, diversità e identità culturale sono i temi principali che la sessione propone.

 

4) SEGNI, SIMBOLI, E DINAMICHE DI COSTRUZIONE DEL TERRITORIO INDIGENO

PIERO GORZA (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” ITALIA – INSTITUTO DE ESTUDIOS INDÍGENAS, SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS, CHIAPAS, MÉXICO) piero.gorza1@gmail.com

Il tema cruciale di questa sessione rimanda al territorio come luogo in cui si sedimenta la memoria e in cui gli uomini praticano incisioni come esercizio di potere contro il carattere effimero del tempo umano. La costruzione di mappe è per definizione spazio aperto e interdisciplinare: mappe storiche, mappe politiche, mappe culturali, mappe simboliche, mappe mentali e linguistiche. Le categorie del fondare, relazionarsi a partire da un centro, istituire, territorializzare, nominare, orientarsi e ricordare come quelle del disabitare, transitare, perdersi, crescere e apprendere aprono il campo a riflessioni sui processi cognitivi ed esistenziali degli individui e delle collettività. Si tratta di una sessione-crocevia tra centri e frontiere.

 

5) MIGRAZIONI, RELAZIONI, NOMADISMI TRA L’EUROPA E LE AMERICHE

THEA ROSSI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “G. D’ANNUNZIO” CHIETI-PESCARA, ITALIA) thearossi@yahoo.it

La sessione si propone di riflettere sui movimenti e i flussi di idee, di oggetti e di capitale umano che hanno caratterizzato la storia delle relazioni transatlantiche tra l’Europa e le Americhe. Tre le focalizzazioni che si intendono privilegiare, attraverso una prospettiva finalizzata a promuovere il dialogo pluridisciplinare. In primo luogo le dinamiche e i processi, reali e simbolici, che hanno caratterizzato il fenomeno migratorio verso il Continente americano nel secolo scorso, soprattutto a cavallo dei due conflitti mondiali, e, al contempo, il rispettivo movimento di ritorno, riferito in particolare modo nell’ultimo trentennio, e causato da fattori di congiuntura socio-politici ed economici. In seconda istanza le relazioni che intrecciano i due contesti, creando un patrimonio materiale e immateriale comune. Oltre a beni e manufatti sarà tenuta particolarmente in conto la creazione di un immaginario condiviso. Infine, la riflessione si estenderà ai nomadismi dell’epoca della mondializzazione: il costante flusso di risorse umane, la negoziazione e il contatto tra culture unitamente alle possibili nuove forme di integrazione tese a coniugare il locale e il globale.

 

6) ETNOMUSICOLOGIA: SOPRAVVIVENZA, CONTINUITÀ E NUOVI CONTRIBUTI DELLA MUSICA E DELLE DANZE TRADIZIONALI IN AMERICA

MARÍA LINA PICCONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) lina_455@yahoo.com

E’ compito dell’etnomusicologia rispondere a una serie di domande che l’umanità si è posta nel corso della storia: chi crea la musica? Come si crea? Per chi? Per che cosa? Con quale fine? Considerando notevole la carenza di informazioni sul mondo delle musiche tradizionali, le cui caratteristiche vanno dalla varietà alla sottigliezza delle espressioni musicali, propongo l’apertura di questa sessione. Esistono ancora in America espressioni musicali o di danza, le cui radici si prolungherebbero fino all’epoca precolombiana e proverrebbero da un’antica arte il cui significato sarebbe stato dimenticato. L’avvento della globalizzazione ha contribuito alla nascita di molte di quelle espressioni musicali principalmente urbane che tendono, come in altre parti del mondo, a uniformare i particolarismi locali. Per tale ragione è imprescindibile ai giorni nostri registrare e indagare queste espressioni, affinché non se ne perda la memoria con lo sviluppo del mondo globalizzato.

 

7) IMMAGINARIO E MEMORIA: STUDI CULTURALI

PIERO GORZA (INSTITUTO DE ESTUDIOS INDIGENAS, SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS CHIAPAS MX – CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) piero.gorza1@gmail.com

Questa sessione ha un carattere interdisciplinare che ha come principale obiettivo quello di presentare studi sulle diversità culturali che abbiano come espressione tutte le forme di rappresentazione. Sappiamo che è per mezzo delle rappresentazioni sociali e individuali che possiamo localizzare le formazioni, trasformazioni e risemantizzazioni identitarie che hanno come caratteristica di essere polissemiche e pertanto polifoniche. Per questa ragione, l’interdisciplinarietà non è uno strumento di lavoro ma una teoria che ha lo scopo di studiare i simboli-chiave culturali, come essi sono percepiti, concepiti e rappresentati. Contempliamo tutti i tipi di manifestazioni culturali in quanto riteniamo che le soggettività culturali siano rappresentate nelle forme letterarie, cinematografiche, artistiche e che gli studi sulle rappresentazioni culturali non siano solamente monopolio delle discipline concepite con questo fine.

 

8) QUESTIONI DI ANTROPOLOGIA MEDICA NEL CONTINENTE AMERICANO

PAOLA MARIA SESIA (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL CIESAS UNIDAD PACÍFICO SUR, MÉXICO) paolasesia@yahoo.com.mx

Costruire una sessione dedicata all’antropologia medica in ambito Latino Americano significa dar voce alle molteplici concezioni e pratiche intorno ai concetti di salute e malattia presenti in tali contesti attraverso una prospettiva storica che tenga conto del presente come del passato. I rapporti egemonici che intercorrono fra la biomedicina e le molteplici risposte di salute “locali e tradizionali” costituiscono un esempio dei più importanti ambiti d’interesse di questa disciplina. Facendo tesoro delle esperienze e delle elaborazioni teoriche delle diverse tradizioni di questa prospettiva, si assume l’obiettivo di costituire un utile spazio di dialogo e di confronto per la comunità americanistica attualmente impegnata in tale ambito di studi. Sulla scorta dell’esperienza realizzata da questa sessione nelle precedenti edizioni del Convegno Internazionale di Americanistica, si vuole favorire inoltre lo spazio del dibattito come terreno di costruzione di riflessioni comuni che possano poi avere una ricaduta operativa sul tessuto sociale dei contesti presi in esame.

 

9) POLITICHE PUBBLICHE, ISTITUZIONI E DEMOCRAZIA IN AMERICA LATINA

BEATRIZ CALVO PONTÓN (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) beatrizcalvo_mx@yahoo.com

Il modello neoliberale nei paesi latinoamericani ha comportato la sottrazione dello Stato da responsabilità sociali e funzioni prioritarie, così come la messa in atto di riforme strutturali che intendono far sì che le società vengano gestite con i criteri del libero mercato. Osserviamo alcune conseguenze: riduzione, privatizzazione e rincaro dei servizi pubblici educativi e sanitari, aumento delle diseguaglianze e della povertà e rafforzamento dei monopoli nei settori chiave dell’economia e dei mezzi di comunicazione, che intervengono sempre di più nei processi politici e nel disegno delle politiche pubbliche. La ridefinizione delle politiche sociali è stata orientata in campo sociale dalla focalizzazione sulle fasce in condizioni di povertà estrema, però allo stesso tempo sono state ridotte le risorse che permettono di progredire verso l’universalizzazione dei diritti sociali. D’altra parte, sono stati creati spazi nei quali sono nate istituzioni autonome legate a temi quali i diritti umani, la trasparenza e la contraloría social. Nella società civile è cresciuto il numero di organizzazioni che lottano per la democratizzazione delle istituzioni e il miglioramento dei servizi sociali. La congiunzione di tali processi ha cambiato in modo sostanziale il volto delle società latinoamericane.

 

10) ELEZIONI IN AMERICA LATINA

RENÉ VALDIVIEZO SANDOVAL (UNIVERSIDAD IBEROAMERICANA PUEBLA, MÉXICO) valdiviezo.rene@gmail.com

La nostra regione vive regolarmente, dalla fine delle dittature, dei processi di elezioni che gli permettono di rinnovare le varie autorità e i rappresentanti popolari generalmente in maniera pacifica. Da una prospettiva liberale (e neoliberale), questi processi sono l’espressione dell’esistenza della vita democratica nelle nazioni. Da un punto di vista più critico, i processi elettorali, diventano sempre più dei rituali per il mantenimento al potere di correnti politiche che non rappresentano la popolazione e che usano questi processi per legittimare la loro permanenza al potere, cosa che ottengono, a volte, attraverso meccanismi extra-legali. Questa sessione cerca di generare dibattiti sull’elezioni in America Latina, nei suoi tre (o quattro) livelli, sull’azione politico-elettorale (competizione, risultati, conflitti, campagne e relazioni con altri aspetti della vita sociale), sugli attori politico-elettorali (partiti, gruppi sociali e le autorità) e sulla conformazione dei poteri nazionali / regionali / locali, basati sui processi elettorali. Sebbene siano preferiti gli studi odierni, saranno accettati anche lavori storici.

 

11) TEMPI E SPAZI NEL VORTICE DELLA LETTERATURA LATINOAMERICANA

ROSA MARIA GRILLO (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO – CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” DI SALERNO, ITALIA) grillovov@gmail.com

La con-fusione o alterazione di tempi e spazi è alla base di ogni scrittura che per diventare creativa necessariamente deve prescindere dai presupposti di linearità, coerenza e consequenzialità e deve svincolarsi dalle ferree referenzialità dei realia che determinano e reggono il quotidiano. Generalizzando, si può affermare che nel canone letterario e artistico della Modernità latinoamericana tali scarti sono stati però minimi, raramente infrangendo volontariamente i principi del verosimile e quasi sempre derivanti da percezioni del reale condizionate da pre-concetti di culture altre. Tuttavia, possiamo ritrovare in tutta la letteratura latinoamericana esempi di tali artifici o scarti, relazionati sia a percezioni soggettive di situazioni reali – dalle cronache della conquista a romanzi come Los pasos perdidos di Alejo Carpentier del 1953 – sia a creazioni che coscientemente fanno dello scarto dal verosimile dominante la propria struttura portante – da Felisberto Hernández a Borges a Cortázar a tutta la letteratura della Postmodernità.

 

12) ARCHEOLOGIA DELLE AMERICHE: FRA LA CULTURA MATERIALE E LE RAPPRESENTAZIONI SIMBOLICHE

MARÍA TERESA MUÑOZ ESPINOSA (DIRECCIÓN DE ESTUDIOS ARQUEOLÓGICOS, INAH, MÉXICO) munoz7576@yahoo.com
JOSÉ CARLOS CASTAÑEDA REYES (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA-IZTAPALAPA, MÉXICO)
mrwti@xanum.uam.mx

Le antiche culture e civiltà americane presero o produssero con i propri mezzi la base materiale che permise loro di creare le grandi manifestazioni di pensiero, di arte o della semplice vita quotidiana dei popoli che abitarono nel continente, e che si plasmarono nella ricca storia antica di America, dallo stretto di Bering fino alla Terra del Fuoco. Nella sessione si propone lo studio e l’analisi di tali manifestazioni di vita materiale e i suoi simboli associati, che l’archeologia recupera, compara e spiega, per comprendere e far comprendere la nostra storia antica. Pretende essere uno spazio di incontro dove si discutano i progressi dei progetti di ricerca archeologica in corso nei diversi scenari americani o i nuovi studi e interpretazioni che si basino sulle fonti plastiche o testimonianze scritte, fra le tante. Si propone di stabilire uno spazio di incontro periodico dove si presentino e si analizzino aspetti diversi –teorici, metodologici, reali – dell’archeologia del nostro continente.

 

13) METODO, DESIGN E PASTICITÀ DELLO SPAZIO RELIGIOSO CONTEMPORANEO IN AMERICA LATINA: ESPRESSIONE SOCIALE MATERIALIZZATA NEI SECOLI XX-XXI

MARÍA CRISTINA VALERDI NOCHEBUENA (BENEMÉRITA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE PUEBLA, MÉXICO) crvalerd@gmail.com

L'espressione sociale religiosa si è manifestata nel tempio come spazio materiale di celebrazione di una congregazione di persone riunite per celebrare un rito di adorazione e dottrina, che ha subito cambiamenti a causa del significato culturale e religioso, e che ha espresso influssi di rinnovamento e l'applicazione di linee guida denotate nel modo di costruirlo e che sono la ragione di esperienze che promuovono la diversità di plasticità, stili e disposizioni spaziali. Pertanto, si invita a presentare contributi che mostrino spazi per l'esperienza di incontro e costruzione, che catturino linguaggi plastici di aspetti visibili, artistici e folcloristici, che i occupino della manifestazione storica, artistica e sociale attraverso lo studio delle trasformazioni che lo spazio religioso ha subito in America Latina nel XX-XXI secolo mantenendo una prospettiva inter e multidisciplinare che combina storia, antropologia, architettura, arti plastiche e teologia, offrendo uno spazio di riflessione agli specialisti internazionali nello studio del metodo, del design e della plastica come espressione sociale materializzata negli spazi religiosi.

 

14) PATRIMONIO EDIFICATO: ANTROPOLOGIA E ARCHITETTURA IN AMERICA

JOEL FRANCIS AUDEFROY (ESCUELA SUPERIOR DE INGENIERÍA Y ARQUITECTURA, IPN, MÉXICO)takatitakite@gmail.com
BERTHA NELLY CABRERA SÁNCHEZ (ESCUELA SUPERIOR DE INGENIERÍA Y ARQUITECTURA, IPN, MÉXICO)
nema_67@yahoo.com.mx

A partire dalla “Convención sobre la protección del patrimonio mundial, cultural y natural” adottata nel 1972 dall’UNESCO si proclamò l’universalità del sistema di pensiero e di valori occidentali su questo tema. Questo processo di riconoscimento del patrimonio edificato e naturale non è esente da contraddizioni. Quando nel 1964 si scrive la Carta di Venezia “Carta Internacional sobre la conservación y la restauración de los monumentos y los sitios”, il quadro teorico e pratico in cui si scrive è la conciliazione di posizioni teoriche che sono nate nel secolo XIX, sviluppatesi poi durante il secolo XX. Questa sessione invita a riflettere su quanto segue:
• Conservazione e restaurazione dell’habitat tradizionale in una prospettiva antropologica nell’attuale contesto di globalizzazione.
• Protezione strategica dei tessuti patrimoniali urbani ed appropriazione da parte delle popolazioni che li abitano;
• Conservazione e restauro architettonico del patrimonio di fronte al consumo dell’industria del turismo;
• Mercato immobiliario vs conservazione del patrimonio architettonico;

  • Patrimonio a rischio

Le città storiche, il patrimonio architettonico ed urbano intesi come nozioni concepite dalle società occidentali per incontrarsi con il loro passato: hanno raggiunto il loro scopo? O hanno contribuito a costruire una identità o meglio ancora sono una manifestazione del progetto umanista di conservazione? Dal monumento archeologico e storico per una élite fino al progetto modernizzatore di quartieri antichi per il turismo culturale, si è percorso un lungo cammino per il beneficio di milioni di visitatori ma con numerosi conflitti e varie tendenze divergenti nel continente americano.

 

15) FESTE IN AMERICA LATINA: PRATICHE PATRIMONIO CULTURALE MODELLI DI GESTIONE DELLO SPAZIO

DANIELA SALVUCCI (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA) salvuccidana@gmail.com
TOBIAS BOOS (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA
) tobiboos@gmail.com

Questa sessione prende in esame il ruolo delle feste  latinoamericane, tanto nell’articolazione fra differenti entità socio-culturali (quartieri, associazioni, municipalità, ecc.) della città e dei suoi dintorni, come nella costruzione di identità (etniche, sincretiche, meticce, regionali, nazionali, ecc.). Si presterà particolare attenzione alle pratiche (sfilate, giochi, rappresentazioni, ecc.), ai modelli spaziali (luoghi risemantizzati, luoghi occupati, lo spazio pubblico che si trasforma in privato) e temporali della festa. Si terranno in considerazione anche i processi di patrimonializzazione culturale della festa, sottolineando il ruolo dei mezzi di comunicazione e del turismo. Una possibile prima ipotesi per iniziare la discussione è che il patrimonio festivo costituisce un ambito di negoziazione sociale, culturale e politica. Un’ulteriore ipotesi è che le feste permettono di costruire identità nuove e inclusive, plurali e ibridate a partire dalla fusione di differenti forme di vita urbane e rurali. Saranno benvenuti studi empirici e riflessioni teoriche per sviluppare comparazioni interculturali di sistemi festivi.

 

16) LA VITA INDIGENA ATTRAVERSO LE DIVERSE FONTI MESSICANE

LUZ MARÍA MOHAR BETANCOURT (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) cucusmohar@hotmail.com

Questa sessione si pone l’obiettivo di mostrare le diverse tipologie di fonti primarie, come codici e manoscritti, che apportano nuove informazioni sulla storia del Messico. Si richiede a ciascun relatore di presentare lavori di ricerca nuovi che approfondiscano la vita indigena e i cambiamenti e elementi di continuità a partire dalla conquista. Tematiche come l’evangelizzazione, il senso di appartenenza alla terra e l’identità saranno oggetto d’interesse. Allo stesso modo l’importanza dello studio dell’iconografia e la sua trasformazione su diverse tipologie di supporti saranno tematiche centrali della sessione. Ci interessa conoscere le diverse tipologie utilizzate per l’analisi dei documenti che si conservano in biblioteche, archivi e musei tra i tanti luoghi di conservazione esistenti tanto in Messico quanto in diverse città del mondo.

 

17) L’EROTISMO FRA STORIA, LETTERATURA E ARTE IN AMERICA

BERENIZE GALICIA ISASMENDI (BENEMÉRITA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE PUEBLA) vincent_bere@hotmail.com

La tematica di questa sessione ha l’obiettivo di trattare l’erotismo nel contesto americano, dato che i relatori si addentreranno nelle differenti nozioni dell’erotico per intenderlo non solo nell’aspetto fisico e sessuale (pornografico secondo il filosofo Byung-Chul Han), ma soprattutto come uno dei mezzi primordiali di guidarci sul piano amoroso e nel divenire quotidiano della psiche umana. Pertanto le esposizioni si focalizzeranno nel dialogo fra letteratura, storia, arte (da un lato) e erotico (dall’altro), inquadrandole sia in un carattere estetico che nella capacità di riflettere sulla nostra facoltà di amare e sulla sessualità (l’intimità e l’immaginazione di ciò che siamo, partendo da George Bataille in “L’erotismo” 1989 ISBN-13: 978-8472230613). Proponiamo una riflessione, partendo dal piano filosofico ed estetico di un tema sempre necessario e attuale.

 

18) STATI, SOCIETÀ E PROCESSI DI GESTIONE DEI CONFLITTI

ROBERTO KANT DE LIMA ( UNIVERSIDADE FEDERAL FLUMINENSE / INEAC – INSTITUTO DE ESTUDOS COMPARADOS EM ADMINISTRAÇÃO DE CONFLITOS, BRASIL) rkantbr@gmail.com, FABIO MOTA ( UNIVERSIDADE FEDERAL FLUMINENSE / INEAC – INSTITUTO DE ESTUDOS COMPARADOS EM ADMINISTRAÇÃO DE CONFLITOS, BRASIL) reismota@gmail.com, BRASIL)

 L'interesse della sessione tematica è selezionare studi che analizzino come sono gestiti i vari tipi di conflitto nel contesto americano. Il ruolo dello stato è considerato centrale, sia per produrre che per limitare i conflitti sociali, i quali risultano spesso in varie forme di violenza. Pertanto, cerchiamo di raccogliere una pluralità di approcci analitici basati su studi empirici, con particolare attenzione agli studi comparativi, senza trascurare quelli non comparativi. Gli argomenti di interesse sono: le questioni relative allo Stato democratico di diritto; i processi di criminalizzazione di importanti personalità politiche; arbitrarietà e selettività criminale in relazione a procedimenti giudiziari a vari livelli; forme istituzionali e non istituzionali di gestione dei conflitti; le richieste di riconoscimento dei diritti da parte dei cosiddetti gruppi minoranze sociali; moralità, valori e significati della giustizia - sensibilità giuridica - mobilitati dagli attori coinvolti; etnografie che si concentrano su come tali processi sono vissuti da questi gruppi sociali.

 

19) STUDI DI GENERE: TENDENZE E SFIDE TEORICO-METODOLOGICHE DI FRONTE ALLA DIVERSITÀ SOCIOCULTURALE DELL’AMERICA

MARTHA ESTELA PÉREZ GARCÍA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE CIUDAD JUÁREZ, MÉXICO) meperez@uacj.mx

Le origini degli Studi di Genere sono legate al movimento femminista. Questa relazione costituisce non solo una forma di azione sociopolitica ma genera anche una attività scientifica e nuovi quadri analitici. La ricerca con la prospettiva di genere mette in discussione le visioni neutrali ed androcentriche della osservazione del mondo e partendo dalla categoria di genere come unità di analisi si spiegano le condizioni di disuguaglianza, subordinazione, esclusione e discriminazione nelle quali vivono donne e uomini. Per questo si prendono in considerazione diversi fattori che riguardano i soggetti quali l’età, l’origine etnica, la classe sociale, la religione, la localizzazione geografica, l’orientamento sessuale, etc. E’ importante analizzare e discutere le tendenze e le attuali sfide degli Studi di Genere al fine di conoscere il loro stato attuale ed i contributi che apporta questa linea analitica in America. Tematiche di vita quotidiana, mercato del lavoro, salute, educazione, sessualità, partecipazione politica e sociale, struttura legale, ambiente, violenza domestica e sessuale, costituiscono solo alcuni campi che si studiano sotto diversi assi disciplinari quali: studi culturali, antropologici, politici, storici, economici, giuridici, di comunicazione, psicologici, di educazione, religiosi, etc.

 

20) I SISTEMI COMPLESSI NELLA RICERCA SOCIALE

CRISTINA PIZZONIA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) pizzonia@hotmail.com, ÁNGEL JOSÉ MARTÍNEZ SALINAS (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) anuamtz@gmail.com

Questa sessione mira a spiegare le dinamiche sociali a partire dalla visione e dalla formalizzazione di sistemi complessi, nella misura in cui consentono la creazione di una teoria transdisciplinare e integrativa delle diverse conoscenze; utilizzando metodi che identificano le variabili negli spazi di configurazione che possono essere modellati. Questi modelli consentono, in primo luogo, di chiarire le interdipendenze invisibili e consentono la costruzione di nuove ipotesi di ricerca utilizzando metodi mutuati dalla matematica e dalla fisica, con l’aiuto di tecniche computazionali. In questo contesto, è pertinente discutere se nel formalizzare la complessità si identifichino conoscenze diverse da quelle che otterremmo con specifiche lineari di causa ed effetto; considerando la possibilità di riflettere su come nei sistemi complessi del continente americano si possano trovare articolazioni, finora assenti, formalizzando in questo modo pensieri olistici. In questa sessione si propone ai partecipanti di presentare ricerche basata sulle Scienze della Complessità, arricchendo questa area di ricerca con le loro esperienze.

 

21) LO STUDIO METODICO DELLA SCRITTURA INDIGENA TRADIZIONALE, DECENNI DOPO LA SUA CREAZIONE

RITA FERNÁNDEZ DÍAZ (JOAQUÍN GALARZA A. C., MÉXICO), ritafernandez88@yahoo.com.mx, MIGUEL ÁNGEL RECILLAS (INSTITUTO DE INVESTIGACIONES ANTROPOLÓGICAS, UNAM; ESCUELA NACIONAL DE ANTROPOLOGÍA E HISTORIA, MÉXICO) mareg6@gmail.com

Questa sessione ha come oggetto la presentazione dei risultati delle ricerche svolte su documenti pittorici indigeni tradizionali, comunemente noti come codici, in cui è necessario stabilire chiaramente il metodo e la metodologia utilizzati come strumento di studio. I manoscritti pittorici sono considerati discorsi indigeni, data la loro origine; popolari, per il loro processo di produzione e ricezione; tradizionali, per la loro circolazione e storici, per temi, struttura e funzione a loro attribuiti.

I codici sono concepiti come scritti, i cui processi di significazione spiegano situazioni comunicative caratteristiche del gruppo socioculturale che li ha prodotti: l'analisi interdisciplinare diventa dunque un imperativo, che tenta di lavorare una buona parte della sua struttura, funzione e significato, sebbene non esaurisce le possibilità testuali.

Contempliamo il metodo galarziano, creato dallo scienziato Joaquín Galarza; e diversi contributi di linguisti che hanno sostenuto la semiotica greimasiana, e questa fornisce gli elementi alla Semiotica del Discorso, come la conosciamo oggi.

 

22) IL PATRIMONIO MATERIALE E IMMATERIALE DELLA CUCINA LATINOAMERICANA

LUIS ALBERTO VARGAS (INSTITUTO DE INVESTIGACIONES ANTROPOLÓGICAS, UNAM, MÉXICO) vargas.luisalberto@gmail.com

La sessione si propone di studiare le particolarità locali o regionali delle risorse ideologiche e materiali impiegate in America Latina per creare, nel corso del tempo, le tradizioni gastronomiche peculiari di ciascuna delle differenti realtà locali.

Tra le risorse ideologiche più conosciute ci sono l’inventiva per creare preparazioni culinarie, i sistemi di classificazione degli alimenti, le rappresentazioni culturali del cibo, la loro inclusione nelle cerimonie di ogni tipo, delle quali alcune sono ritualizzate. Tra le risorse materiali si trovano alimenti di ogni tipo, utensili e risorse per ottenere, immagazzinare, distribuire, preparare, servire e consumare gli alimenti, dalle erbe raccolte fino ai più complessi ristoranti.

Il proposito è di continuare un dialogo per conoscere meglio ed eventualmente salvare i nostri valori alimentari in un mondo globalizzato, che ci coinvolge sempre più nella generale omogeneizzazione.

 

23) NUOVE TEATRALITÀ IN AMERICA LATINA: IL TEATRO NELLA CULTURA E LE SUE LIMINALITÀ

GUADALUPE ALVARADO DEL LA TORRE (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE LA CIUDAD DE MÉXICO) guadalupe.alvarado.delatorre@uacm.edu.mx

Il proposito di questa esposizione è di osservare la teatralità antecedente al teatro come processo di trasformazione che può organizzare i diversi punti di vista, e come condizione umana sin dall’origine del mito sotto una prospettiva antropologica nel contesto americano: “La teatralità del teatro come apparato di dominio e controllo sociale legato a un’esperienza specifica: la modernità” [Geirola, 2000]. Segnalo le nuove teatralità che portano a pensare il teatro in nuove territorialità o come forme di deterritorializzazione, modificate in relazione al corpo e allo spazio secondo le circostanze attuali, cioè una trasgressione del quotidiano da parte dell’atto di creazione. Proponiamo il fenomeno di liminalità che ricorre alla fusione/tensione dei campi ontologici del nuovo evento teatrale. [Dubatti, 2011]. Cerchiamo la liminalità del teatro che coinvolge molteplici linguaggi e fenomeni trasversali dell’arte e delle culture latinoamericane, da varie discipline che hanno la capacità di trasformarsi come resistenza e resilienza.

 

24) AFFETTIVITÀ E SOGGETTIVITÀ NELLE SCIENZE SOCIALI, NUOVE PROSPETTIVE NEGLI STUDI AMERICANISTICI

DIANA TAMARA MARTÍNEZ RUÍZ (ESCUELA NACIONAL DE ESTUDIOS SUPERIORES UNIDAD MORELIA) tamara_martinez@enesmorelia.unam.mx

Una delle dimensioni più intime degli esseri umani è l’emozionale, tuttavia è una delle tematiche messe da parte dalle scienze sociali in generale. Lo studio degli affetti e delle emozioni nella loro dimensione sociale è relativamente nuovo e implica di tener conto gli aspetti sociali e culturali delle emozioni, cioè investigare e analizzare la maniera con cui impariamo a provare ed esprimere le emozioni. Seguendo questa idea è possibile collegare la dimensione emozionale all’ambito soggettivo ed entrare così in un terreno mutevole e ambiguo dell’essere, da dove iniziamo a riconoscere che il processo di conoscenza implica una relazione di carattere complementare e dialettico tra le dimensioni che erroneamente sono state scisse e caratterizzate come oggettive o soggettive. Così, in questa sessione cerchiamo di arricchire la discussione su questi temi sino ad ora marginali negli studi sull’Americanistica in generale, e ampliare la visione dalle scienze sociali e umanistiche verso gli affetti, nelle più importanti questioni dell’America Latina in particolare.

 

25) SESSIONE NON TEMATICA
CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO
convegno@amerindiano.org

MODULO DI PARTECIPAZIONE XLIII CONVEGNO
























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