1) DISCORSO SUL METODO
ROMOLO SANTONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) romololmeca@hotmail.com
Naturalmente il titolo vuole essere un omaggio al grande René Descartes, sottolineando il grande debito intellettuale che la scienza occidentale ha verso di lui. Gli studi americanistici si sono sempre caratterizzati, non solo per il carattere di possibilità dell’interdisciplinarità della loro materia, quanto invece per quello di necessità dello sguardo multi e interdisciplinare. Questo aspetto, se fa sì che le ricerche che si svolgono in tale ambito si aprano ad arricchimenti molteplici, dall’altro pone seri problemi di trattazione dei dati. In ambiti dove la multidisciplinarietà diventa essenziale e dove l’accuratezza del metodo si dipana in molteplici prospettive, questi incroci non sono soltanto portatori di proficui incontri, scambi e dibattiti, ma, a volte, anche di pericolosi equilibrismi teorici (a volte con pesanti ripercussioni anche sul piano pratico). Ad esempio, un intenso dibattito divide linee di ricerca differenti, che proprio nel metodo applicato trovano il confine fra di esse e fra i rispettivi raggi d’azione. Lo studio del metodo, aspetto peculiare della filosofia occidentale da Cartesio in avanti, si rivela nell'attività americanistica, più che altrove, imprescindibile. Per cui sembra necessario proporre un momento di riflessione, a priori della ricerca, che ne evidenzi le prospettive e i limiti metodologici.
2) L’AMAZZONIA INDIGENA E LE TERRE BASSE SUDAMERICANE
PARIDE BOLLETTIN (DEPARTMENT OF ANTHROPOLOGY, FACULTY OF SCIENCE, MASARYK UNIVERSITY AND CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) Paride_Bollettin@msn.com
EDMUNDO ANTONIO PEGGION (UNIVERSIDADE ESTADUAL PAULISTA “JÚLIO DE MESQUITA FILHO”, BRASIL) edmundopeggion@gmail.com
In Amazzonia e nelle Terre Basse sudamericane risiede una molteplicità di popoli indigeni, ognuno con la sua storia, la sua organizzazione sociale, il suo mondo simbolico, il suo ecosistema, e le sue specificità. Dai popoli in “isolamento volontario” ai popoli che affrontano da più di cinque secoli l’invasione coloniale, le loro lotte e resistenze sono prove della loro vitalità e forza. Queste lotte assumono, nell’a contemporaneità, aspetti innovatori di affermazione ontologica ed epistemologica, proiettando nuove domande ecologiche, territoriali, accademiche e politiche. Nella sessione tematica vogliamo discutere sui e con i popoli dell’Amazzonia e delle Terre Basse sudamericane a partire dalla molteplicità di prospettive ed esperienze attraverso le quali questi popoli riaffermano le loro vitalità e le loro lotte. Vogliamo che sia un campo di discussione che includa anche un dialogo con le proposte concettuali elaborate da intellettuali indigeni.
3) DIRITTI INDIGENI: UNA DISCUSSIONE TRANSNAZIONALE
MARIA LUISA DE FILIPPO, LADY SAAVEDRA, (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” ONLUS, ITALIA convegno@amerindiano.org
La finalità di questa sessione è presentare una discussione interdisciplinare sul tema dei diritti indigeni. Approvata nel 2007, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni ha come obiettivo principale il rispetto dell’autodeterminazione. L’impegno e la sfida di fronte a tale proclamazione consiste nella sua applicazione insieme ad altre misure aventi lo stesso scopo, nei contesti nazionali latinoamericani. In che modo gli stati-nazione negoziano con queste misure approvate e firmate dalla maggior parte dei paesi latinoamericani? In che modo le organizzazioni indigene rivendicano i propri diritti e il rispetto delle diversità culturali nell’ambito delle diverse costituzioni nazionali? Quali i principali conflitti? Questioni come autodeterminazione, diversità e identità culturale sono i temi principali che la sessione propone.
4) MIGRAZIONI, RELAZIONI, NOMADISMI TRA L’EUROPA E LE AMERICHE
THEA ROSSI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “G. D’ANNUNZIO” CHIETI-PESCARA, ITALIA) thearossi@yahoo.it
La sessione si propone di riflettere sui movimenti e i flussi di idee, di oggetti e di capitale umano che hanno caratterizzato la storia delle relazioni transatlantiche tra l’Europa e le Americhe. Tre le focalizzazioni che si intendono privilegiare, attraverso una prospettiva finalizzata a promuovere il dialogo pluridisciplinare. In primo luogo le dinamiche e i processi, reali e simbolici, che hanno caratterizzato il fenomeno migratorio verso il Continente americano nel secolo scorso, soprattutto a cavallo dei due conflitti mondiali, e, al contempo, il rispettivo movimento di ritorno, riferito in particolare modo nell’ultimo trentennio, e causato da fattori di congiuntura socio-politici ed economici. In seconda istanza le relazioni che intrecciano i due contesti, creando un patrimonio materiale e immateriale comune. Oltre a beni e manufatti sarà tenuta particolarmente in conto la creazione di un immaginario condiviso. Infine, la riflessione si estenderà ai nomadismi dell’epoca della mondializzazione: il costante flusso di risorse umane, la negoziazione e il contatto tra culture unitamente alle possibili nuove forme di integrazione tese a coniugare il locale e il globale.
5) ETNOMUSICOLOGIA E INTERCULTURALITÀ: SOPRAVVIVENZA, CONTINUITÀ E NUOVI CONTRIBUTI DELLA MUSICA E DELLE DANZE TRADIZIONALI IN AMERICA
MARÍA LINA PICCONI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) lina_455@yahoo.com
E’ compito dell’etnomusicologia rispondere a una serie di domande che l’umanità si è posta nel corso della storia: chi crea la musica? Come si crea? Per chi? Per che cosa? Con quale fine? Considerando notevole la carenza di informazioni sul mondo delle musiche tradizionali, le cui caratteristiche vanno dalla varietà alla sottigliezza delle espressioni musicali, propongo l’apertura di questa sessione. Esistono ancora in America espressioni musicali o di danza, le cui radici si prolungherebbero fino all’epoca precolombiana e proverrebbero da un’antica arte il cui significato sarebbe stato dimenticato. L’avvento della globalizzazione ha contribuito alla nascita di molte di quelle espressioni musicali principalmente urbane che tendono, come in altre parti del mondo, a uniformare i particolarismi locali. Per tale ragione è imprescindibile ai giorni nostri registrare e indagare queste espressioni, affinché non se ne perda la memoria con lo sviluppo del mondo globalizzato.
6) IMMAGINARIO E MEMORIA: STUDI CULTURALI
ELSA LÓPEZ (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) convegno@amerindiano.org
Questa sessione ha un carattere interdisciplinare che ha come principale obiettivo quello di presentare studi sulle diversità culturali che abbiano come espressione tutte le forme di rappresentazione. Sappiamo che è per mezzo delle rappresentazioni sociali e individuali che possiamo localizzare le formazioni, trasformazioni e risemantizzazioni identitarie che hanno come caratteristica di essere polisemiche e pertanto polifoniche. Per questa ragione, l’interdisciplinarietà non è uno strumento di lavoro ma una teoria che ha lo scopo di studiare i simboli-chiave culturali, come essi sono percepiti, concepiti e rappresentati. Contempliamo tutti i tipi di manifestazioni culturali in quanto riteniamo che le soggettività culturali siano rappresentate nelle forme letterarie, cinematografiche, artistiche e che gli studi sulle rappresentazioni culturali non siano solamente monopolio delle discipline concepite con questo fine.
7) QUESTIONI DI ANTROPOLOGIA MEDICA NEL CONTINENTE AMERICANO
PAOLA MARIA SESIA (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL CIESAS UNIDAD PACÍFICO SUR, MÉXICO) paolasesia@yahoo.com.mx
Costruire una sessione dedicata all’antropologia medica in ambito Latino Americano significa dar voce alle molteplici concezioni e pratiche intorno ai concetti di salute e malattia presenti in tali contesti attraverso una prospettiva storica che tenga conto del presente come del passato. I rapporti egemonici che intercorrono fra la biomedicina e le molteplici risposte di salute “locali e tradizionali” costituiscono un esempio dei più importanti ambiti d’interesse di questa disciplina. Facendo tesoro delle esperienze e delle elaborazioni teoriche delle diverse tradizioni di questa prospettiva, si assume l’obiettivo di costituire un utile spazio di dialogo e di confronto per la comunità americanistica attualmente impegnata in tale ambito di studi. Sulla scorta dell’esperienza realizzata da questa sessione nelle precedenti edizioni del Convegno Internazionale di Americanistica, si vuole favorire inoltre lo spazio del dibattito come terreno di costruzione di riflessioni comuni che possano poi avere una ricaduta operativa sul tessuto sociale dei contesti presi in esame.
8) POLITICHE PUBBLICHE, ISTITUZIONI E DEMOCRAZIA IN AMERICA LATINA
BEATRIZ CALVO PONTÓN (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) beatrizcalvo_mx@yahoo.com
Il modello neoliberale nei paesi latinoamericani ha comportato la sottrazione dello Stato da responsabilità sociali e funzioni prioritarie, così come la messa in atto di riforme strutturali che intendono far sì che le società vengano gestite con i criteri del libero mercato. Osserviamo alcune conseguenze: riduzione, privatizzazione e rincaro dei servizi pubblici educativi e sanitari, aumento delle diseguaglianze e della povertà e rafforzamento dei monopoli nei settori chiave dell’economia e dei mezzi di comunicazione, che intervengono sempre di più nei processi politici e nel disegno delle politiche pubbliche. La ridefinizione delle politiche sociali è stata orientata in campo sociale dalla focalizzazione sulle fasce in condizioni di povertà estrema, però allo stesso tempo sono state ridotte le risorse che permettono di progredire verso l’universalizzazione dei diritti sociali. D’altra parte, sono stati creati spazi nei quali sono nate istituzioni autonome legate a temi quali i diritti umani, la trasparenza e la contraloría sociale. Nella società civile è cresciuto il numero di organizzazioni che lottano per la democratizzazione delle istituzioni e il miglioramento dei servizi sociali. La congiunzione di tali processi ha cambiato in modo sostanziale il volto delle società latinoamericane.
9) ELEZIONI E PARTITI IN AMERICA LATINA
RENÉ VALDIVIEZO SANDOVAL (UNIVERSIDAD IBEROAMERICANA PUEBLA, MÉXICO) valdiviezo.rene@gmail.com
La nostra regione vive regolarmente, dalla fine delle dittature, dei processi di elezioni che gli permettono di rinnovare le varie autorità e i rappresentanti popolari generalmente in maniera pacifica. Da una prospettiva liberale (e neoliberale), questi processi sono l’espressione dell’esistenza della vita democratica delle nazioni. Da un punto di vista più critico, i processi elettorali, diventano sempre più dei rituali per il mantenimento al potere di correnti politiche che non rappresentano la popolazione e che usano questi processi per legittimare la loro permanenza al potere, cosa che ottengono, a volte, attraverso meccanismi extra-legali. Questa sessione cerca di generare dibattiti sull’elezioni in America Latina, nei suoi tre (o quattro) livelli, sull’azione politico-elettorale (competizione, risultati, conflitti, campagne e relazioni con altri aspetti della vita sociale), sugli attori politico-elettorali (partiti, gruppi sociali e le autorità) e sulla conformazione dei poteri nazionali / regionali / locali, basati sui processi elettorali. Sebbene siano preferiti gli studi odierni, saranno accettati anche lavori storici.
10) LETTERATURA DI/IN GUERRA
ROSA MARIA GRILLO (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO – CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” DI SALERNO, ITALIA) grillovov@gmail.com
Qualunque testo letterario sia narrazione di fatti, battaglie, avvenimenti e persone, quando narra, ricorda, immagina scontri, guerre, violenze, sarà non solo una descrizione più o meno obiettiva ed eccezionale, ma sempre anche un'arma in più a favore dell'uno o dell'altro attore della disputa e un atto di accusa e denuncia. Soprattutto la letteratura semireferenziale (romanzo storico, testimoniale, biografico, ecc.), nella scelta di personaggi e situazioni reali, una valida proposta politica opera non solo per il passato rappresentato ma anche per rappresentare e giudicare il presente dell'autore.
11) LETTERATURA DELLE AMERICHE : SESSIONE LIBERA
ROSA MARIA GRILLO (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO – CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” DI SALERNO, ITALIA) grillovov@gmail.com
12) ARCHEOLOGIA DELLE AMERICHE: FRA LA CULTURA MATERIALE E LE RAPPRESENTAZIONI SIMBOLICHE
MARÍA TERESA MUÑOZ ESPINOSA (DIRECCIÓN DE ESTUDIOS ARQUEOLÓGICOS, INAH, MÉXICO) munoz7576@yahoo.com
JOSÉ CARLOS CASTAÑEDA REYES (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA-IZTAPALAPA, MÉXICO) mrwti@xanum.uam.mx
Le antiche culture e civiltà americane presero o produssero con i propri mezzi la base materiale che permise loro di creare le grandi manifestazioni di pensiero, di arte o della semplice vita quotidiana dei popoli che abitarono nel continente, e che si plasmarono nella ricca storia antica di America, dallo stretto di Bering fino alla Terra del Fuoco. Nella sessione si propone lo studio e l’analisi di tali manifestazioni di vita materiale e i suoi simboli associati, che l’archeologia recupera, compara e spiega, per comprendere e far comprendere la nostra storia antica. Pretende essere uno spazio di incontro dove si discutono i progressi dei progetti di ricerca archeologica in corso nei diversi scenari americani o i nuovi studi e interpretazioni che si basino sulle fonti plastiche o testimonianze scritte, fra le tante. Si propone di stabilire uno spazio di incontro periodico dove si presentino e si analizzano aspetti diversi –teorici, metodologici, reali – dell’archeologia del nostro continente.
13) METODO, DESIGN E PASTICITÀ DELLO SPAZIO RELIGIOSO CONTEMPORANEO IN AMERICA LATINA: ESPRESSIONE SOCIALE MATERIALIZZATA NEI SECOLI XX-XXI
MARÍA CRISTINA VALERDI NOCHEBUENA (BENEMÉRITA UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE PUEBLA, MÉXICO) crvalerd@gmail.com
L'espressione sociale religiosa si è manifestata nel tempio come spazio materiale di celebrazione di una congregazione di persone riunite per celebrare un rito di adorazione e dottrina, che ha subito cambiamenti a causa del significato culturale e religioso, e che ha espresso influssi di rinnovamento e l'applicazione di linee guida denotate nel modo di costruirlo e che sono la ragione di esperienze che promuovono la diversità di plasticità, stili e disposizioni spaziali. Pertanto, si invita a presentare contributi che mostrino spazi per l'esperienza di incontro e costruzione, che catturino linguaggi plastici di aspetti visibili, artistici e folcloristici, che i occupino della manifestazione storica, artistica e sociale attraverso lo studio delle trasformazioni che lo spazio religioso ha subito in America Latina nel XX-XXI secolo mantenendo una prospettiva inter e multidisciplinare che combina storia, antropologia, architettura, arti plastiche e teologia, offrendo uno spazio di riflessione agli specialisti internazionali nello studio del metodo, del design e della plastica come espressione sociale materializzata negli spazi religiosi.
14) FESTE IN AMERICA LATINA: PRATICHE PATRIMONIO CULTURALE MODELLI DI GESTIONE DELLO SPAZIO
DANIELA SALVUCCI (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA) salvuccidana@gmail.com
TOBIAS BOOS (LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO, ITALIA) tobiboos@gmail.com
Questa sessione prende in esame il ruolo delle feste latinoamericane, tanto nell’articolazione fra differenti entità socio-culturali (quartieri, associazioni, municipalità, ecc.) della città e dei suoi dintorni, come nella costruzione di identità (etniche, sincretiche, meticce, regionali, nazionali, ecc.). Si presterà particolare attenzione alle pratiche (sfilate, giochi, rappresentazioni, ecc.), ai modelli spaziali (luoghi risemantizzati, luoghi occupati, lo spazio pubblico che si trasforma in privato) e temporali della festa. Si terranno in considerazione anche i processi di patrimonializzazione culturale della festa, sottolineando il ruolo dei mezzi di comunicazione e del turismo. Una possibile prima ipotesi per iniziare la discussione è che il patrimonio festivo costituisce un ambito di negoziazione sociale, culturale e politica. Un’ulteriore ipotesi è che le feste permettono di costruire identità nuove e inclusive, plurali e ibridate a partire dalla fusione di differenti forme di vita urbane e rurali. Saranno benvenuti studi empirici e riflessioni teoriche per sviluppare comparazioni interculturali di sistemi festivi.
15) STUDI DI GENERE: TENDENZE E SFIDE TEORICO-METODOLOGICHE DI FRONTE ALLA DIVERSITÀ SOCIOCULTURALE DELL’AMERICA
MARTHA ESTELA PÉREZ GARCÍA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE CIUDAD JUÁREZ, MÉXICO) meperez@uacj.mx
Le origini degli Studi di Genere sono legate al movimento femminista. Questa relazione costituisce non solo una forma di azione socio politica ma genera anche una attività scientifica e nuovi quadri analitici. La ricerca con la prospettiva di genere mette in discussione le visioni neutrali ed androcentriche della osservazione del mondo e partendo dalla categoria di genere come unità di analisi si spiegano le condizioni di disuguaglianza, subordinazione, esclusione e discriminazione nelle quali vivono donne e uomini. Per questo si prendono in considerazione diversi fattori che riguardano i soggetti quali l’età, l’origine etnica, la classe sociale, la religione, la localizzazione geografica, l’orientamento sessuale, etc. E’ importante analizzare e discutere le tendenze e le attuali sfide degli Studi di Genere al fine di conoscere il loro stato attuale ed i contributi che apporta questa linea analitica in America. Tematiche di vita quotidiana, mercato del lavoro, salute, educazione, sessualità, partecipazione politica e sociale, struttura legale, ambiente, violenza domestica e sessuale, costituiscono solo alcuni campi che si studiano sotto diversi assi disciplinari quali: studi culturali, antropologici, politici, storici, economici, giuridici, di comunicazione, psicologici, di educazione, religiosi, etc.
16) I SISTEMI COMPLESSI NELLA RICERCA SOCIALE
CRISTINA PIZZONIA (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) pizzonia@hotmail.com, ÁNGEL JOSÉ MARTÍNEZ SALINAS (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA METROPOLITANA. UNIDAD XOCHIMILCO) anuamtz@gmail.com
Questa sessione mira a spiegare le dinamiche sociali a partire dalla visione e dalla formalizzazione di sistemi complessi, nella misura in cui consentono la creazione di una teoria transdisciplinare e integrativa delle diverse conoscenze; utilizzando metodi che identificano le variabili negli spazi di configurazione che possono essere modellati. Questi modelli consentono, in primo luogo, di chiarire le interdipendenze invisibili e consentono la costruzione di nuove ipotesi di ricerca utilizzando metodi mutuati dalla matematica e dalla fisica, con l’aiuto di tecniche computazionali. In questo contesto, è pertinente discutere se nel formalizzare la complessità si identificano conoscenze diverse da quelle che otterremmo con specifiche lineari di causa ed effetto; considerando la possibilità di riflettere su come nei sistemi complessi del continente americano si possano trovare articolazioni, finora assenti, formalizzando in questo modo pensieri olistici. In questa sessione si propone ai partecipanti di presentare ricerche basata sulle Scienze della Complessità, arricchendo questa area di ricerca con le loro esperienze.
17) LA VITA INDIGENA ATTRAVERSO LE DIVERSE FONTI MESSICANE: CODICI E TESTI
LUZ MARÍA MOHAR BETANCOURT (CENTRO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS SUPERIORES EN ANTROPOLOGÍA SOCIAL, MÉXICO) quecholli@gmail.com
Questa sessione si pone l’obiettivo di mostrare le diverse tipologie di fonti primarie, come codici e manoscritti, che apportano nuove informazioni sulla storia del Messico. Si richiede a ciascun relatore di presentare lavori di ricerca nuovi che approfondiscono la vita indigena e i cambiamenti e elementi di continuità a partire dalla conquista. Tematiche come l’evangelizzazione, il senso di appartenenza alla terra e l’identità saranno oggetto d’interesse. Allo stesso modo l’importanza dello studio dell’iconografia e la sua trasformazione su diverse tipologie di supporti saranno tematiche centrali della sessione. Ci interessa conoscere le diverse tipologie utilizzate per l’analisi dei documenti che si conservano in biblioteche, archivi e musei tra i tanti luoghi di conservazione esistenti tanto in Messico quanto in diverse città del mondo.
18) AFFETTIVITÀ, CURA E SOGGETTIVITÀ NELLE SCIENZE SOCIALI, NUOVE PROSPETTIVE NEGLI STUDI AMERICANISTICI
DIANA TAMARA MARTÍNEZ RUÍZ (ESCUELA NACIONAL DE ESTUDIOS SUPERIORES UNIDAD MORELIA) tamara_martinez@enesmorelia.unam.mx
Una delle dimensioni più intime degli esseri umani è l’emozionale, tuttavia è una delle tematiche messe da parte dalle scienze sociali in generale. Lo studio degli affetti e delle emozioni nella loro dimensione sociale è relativamente nuovo e implica di tener conto gli aspetti sociali e culturali delle emozioni, cioè investigare e analizzare la maniera con cui impariamo a provare ed esprimere le emozioni. Seguendo questa idea è possibile collegare la dimensione emotiva all'ambito del soggettivo e al suo rapporto con la cura. Intrecciare le relazioni tra cura e affetto implica entrare attraverso questo legame in un terreno mutevole e ambiguo dell'essere stesso, da dove iniziamo a riconoscere che il processo di conoscenza implica una relazione di carattere complementare e dialettico tra le dimensioni che erroneamente sono state scisse e caratterizzate come oggettive o soggettive. Così, in questa sessione cerchiamo di arricchire la discussione su questi temi sino ad ora marginali negli studi sull’Americanistica in generale, e ampliare la visione dalle scienze sociali e umanistiche verso l’affetto e la cura come temi importanti in America Latina.
19) COMUNICAZIONE, MEDIA E AMERICANISTICA: PROSPETTIVE TRANSDISCIPLINARI, INTERSEZIONALI ED EMERGENTI
BRUNA ALMEIDA PARONI (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO “CARLO BO” / CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO”) bparoni@gmail.com
Innovazioni tecnologiche e trasformazioni sociali hanno cambiato profondamente il volto della comunicazione nelle differenti realtà che compongono oggi le Americhe.
Questa sessione intende esplorare il connubio dinamico tra gli studi americanistici, la comunicazione e i nuovi e vecchi media. Attraverso una lente transdisciplinare e intersezionale, si analizzeranno le sfide che sorgono quando si considerano incroci tra saperi, lingue e linguaggio, popoli, rappresentazioni e comunicazione nelle Americhe di ieri e oggi. L'obiettivo è promuovere una comprensione più approfondita di tali dinamiche, aprendo infine nuove prospettive per la ricerca nell'ambito della comunicazione all'interno degli studi americanistici.
Nella sessione potranno essere presentati interventi che tocchino temi nell'ambito di Internet Studies, Sociologia della comunicazione/processi comunicativi, Cultura digitale, Attivismo digitale e naturalmente anche Journalism Studies, comunicazione politica e via dicendo.
20) LO STUDIO METODICO DELL'IMMAGINE NELLE CULTURE DELL'ANTICO MESSICO E DELLA NUOVA SPAGNA
CARLOS ALFREDO CARRILLO RODRÍGUEZ (UNIVERSIDAD AUTÓNOMA DE ZACATECAS, MÉXICO), carlos.carrillo@uaz.edu.mx, MIGUEL ÁNGEL RECILLAS (INSTITUTO DE INVESTIGACIONES ANTROPOLÓGICAS, UNAM; ESCUELA NACIONAL DE ANTROPOLOGÍA E HISTORIA, MÉXICO) mareg6@gmail.com
Questa sessione propone l'integrazione di lavori volti alla ricerca dell'immagine che compone la narrazione nei codici mesoamericani, nei manoscritti coloniali e in vari supporti, sia dell'Antico Messico che dell'Era della Nuova Spagna, sulla base dell'applicazione di approcci scientifici che contribuiscono ad avvicinare e decifrare il discorso in essi contenuto; quanto sopra con lo scopo di approfondire la costituzione plastica e le regole di strutturazione, per contribuire alla conoscenza del sistema che consente l'articolazione delle storie in detta documentazione.
21) SESSIONE NON TEMATICA
CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO” convegno@amerindiano.org
22) IMPLICAZIONI DELLE DITTATURE MILITARI IN SUDAMERICA: IERI E OGGI
MARISTELLA PETTI (CENTRO STUDI AMERICANISTICI “CIRCOLO AMERINDIANO") maristella.petti@gmail.com
Nella seconda metà del Novecento, i reverberi della Guerra Fredda si stagliano sull’America del Sud, proiettandovi il totalitarismo delle forze armate. A partire dal Paraguay nel 1953 fino all’Argentina nel 1976, uno Stato dopo l’altro viene straziato dai golpe, che rappresentano solo il momento incipitario di un’epoca di censura, sorveglianza, tortura, morte. Non è difficile scorgere, nella repressione violenta del dissenso come fattore che appiana le peculiarità di ciascuna dittatura militare, i mandati del Piano Condor e l’interferenza degli Stati Uniti in quello che considerano il proprio cortile di casa. Appellandosi a critici letterari e linguisti, questa sessione vuole riunire contributi che possano restituire l’impatto che i regimi militari ebbero sulle forme estetiche in prosa, versi o musica di allora, ma anche ponderare sulle contaminazioni di quegli anni nei giorni d’oggi, analizzando, negli stessi ambiti, esempi di rielaborazione critica del periodo, nonché di negazionismo, revisionismo o nostalgismo che rispecchino le intimidazioni intestine alle moderne democrazie.