Brasile

Titolo

PRIMATI UMANI E NON UMANI IN AMAZZONIA

Paese

BRASILE

Località

AREA INDIGENA TRINCHEIRA-BACAJÁ; FAZENDA BOA VISTA

Missione in corso

Settembre – dicembre 2018

Sintesi/sottotitolo

La missione è finalizzata ad indagare le diverse forme di relazione con i primati non umani in Amazzonia, concentrandosi su come queste sono vissute da indigeni e primatologi. Lo studio sarà realizzato utilizzando un approccio interdisciplinare ed integrato tra antropologia e primatologia.

I risultati permetteranno di discutere i temi della relazione uomo-animale, dell’etnografia multispecie e della conservazione dei primati.

Descrizione dettagliata

Il progetto esamina il tema del rapporto uomo/animale con particolare riferimento alle relazioni tra primati umani e non umani investigando il controverso dibattito tra saperi « indigeni » e « scientifici ».

Empiricamente esso si concentra su due casi di studio: i primatologi del progetto EthoCebus ed i Mebengokré dell’Area Indigena Trincheira-Bacajá.

Entrambi i gruppi presentano specifici processi di socializzazione dei primati, ed in particolare delle scimmie cappuccino (Cebus spp.).

I primatologi coinvolti in questo progetto di ricerca internazionale studiano l’apprendimento sociale, lo sviluppo di nuove abilità, l’uso di strumenti e le conoscenze astratte di questi primati. L’immagine che ne viene presentata attraverso le pubblicazioni specializzate è di animali immersi in una ambiente sociale, cognitivo e relazionale simile per molti versi a quello degli umani. A ciò si aggiunge che questi primatologi producono specifiche forme di relazione pratica e cognitiva con i primati non umani coinvolti, che li rendono soggetti-oggetti delle loro pratiche d’indagine.

La missione in seconda battuta studierà come i Mebengokré, un gruppo indigeno della famiglia linguistica Jé, producano molteplici forme di relazione con i Cebus spp. Questi primati sono presenti nelle loro pratiche quotidiane, condividendo gli spazi domestici e la foresta, ma anche nei processi cognitivi, come i discorsi mitici, le maschere usate nei rituali di nominazione, o vari processi di produzione di conoscenza sulla natura. In entrambi i casi, quindi, i primati non umani, e in particolare i Cebus spp., occupano una posizione preminente nel produrre esperienze pragmatiche, simboliche e cognitive di relazione tra umani e animali.

In questa direzione, la missione etnografica prevista dal progetto produrrà dati originali per contribuire a questi dibattiti contemporanei, sia in antropologia che in primatologia; svilupperà un effettivo dialogo interdisciplinare, attraverso il coinvolgimento di ricercatori nelle due diverse discipline; ed infine contribuirà per l’elaborazione di efficaci strategie di conservazione dei primati non umani a partire dal dialogo tra saperi indigeni e primatologici, includendo gli aspetti culturali locali e il riconoscimento delle agentività degli stessi primati non umani.