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TEJENDERAS

Artigiane dell’Argentina

Il progetto si è svolto fra il 2008 e il 2013, concludendosi il 30/472013. L’area interessata  è stata quella di Mina Clavero, Cordova, Argentina ed è stato organizzato dal Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus in collaborazione con l’Istituto Italo Latino Americano di Roma e finanziato con fondi della Cooperazione italiana del Ministero degli Affari Esteri di Roma.

Persone coinvolte direttamente nel progetto: Maria Inés Papy, coordinatrice scientifica, Gabriela Peñalba coord. tecnica, Sonia Margaritelli, Romina Peppucci e Maria Rosa La Torre, amministrazione; circa 30 tejenderas apprendiste e varie tejenderas formatrici.

Il progetto ha previsto la rivitalizzazione delle tecniche tessili dell’area di Traslasierra, prov. nella provincia di Cordova (Argentina), una tradizione intorno alla quale si concentrava un forte senso identitario della zona e che prima di questo progetto era rimasta solo nella memoria di anziane artigiane.

Il progetto si è svolto secondo quella che è la filosofia che muove i progetti del “Circolo Amerindiano”: la valorizzazione del patrimonio culturale,  materiale e immateriale, ai fini dello sviluppo integrale delle comunità.

Ne è risultato un tangibile recupero di una tradizione tessile e l’apertura di attività artigianali, con  evidente riflesso sul piano identitario.

Al termine di questo progetto, nonostante le difficoltà e i rallentamenti, noi ci sentiamo sinceramente soddisfatti e molto gratificati, non semplicemente per il raggiungimento di quegli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma passa attraverso la gratificazione e la soddisfazione delle persone coinvolte direttamente in questo progetto che vivono nella comunità di Mina Clavero.

In questo progetto infatti, abbiamo visto crescere e confermarsi una convinzione che da sempre ci guida nel proporre progetti di cooperazione e cioè che una azione cooperante che voglia essere tale deve nascere da dentro la comunità stessa e  deve allora essere improntata alla valorizzazione del patrimonio culturale locale, materiale e immateriale, ai fini dello sviluppo integrale della popolazione residente. Su questa filosofia è stato proposto ed è andato sviluppandosi anche questo progetto.

Ruolo del soggetto cooperante, infatti a nostro avviso, è individuare i valori sopiti e le richieste delle comunità, facendo emergere le potenzialità delle tradizioni.

Nella comunità di Mina Clavero è stato realizzato un progetto di grande importanza per tale comunità. Mina Clavero è un posto contemporaneamente isolato e ugualmente oggetto di un sempre più intenso interesse turistico.

A fronte di questo la comunità non sembrava in grado di offrire una produzione propria interna che fosse in qualche modo rappresentativa della tradizione umana locale.

Contemporaneamente il lavoro, le tecniche, i motivi di una lunga tradizione tessile stavano spegnendosi insieme all’ultima generazione di tessitrici, ormai tutte in tarda o tardissima età.

Grazie a questo progetto si è potuto realizzare un collegamento intergenerazionale che ha messo in comunicazione la sapienza delle anziane tessitrici con l’interesse e l’entusiasmo di giovani apprendiste.

Le interviste, i laboratori, i corsi, poi le esposizioni dei prodotti ai mercati, alle fiere, agli eventi culturali, hanno saputo proporre una attività nella quale la comunità ha potuto riconoscersi e trovare un nuovo motivo di orgoglio delle proprie tradizioni.

Tutto questo è stato compreso dalle entità istituzionali di vari municipi e ne è sorto così un interesse che si tramutato non solo in impegno ad appoggiare il progetto, ma in interesse a che questa attività venga inclusa ufficialmente come patrimonio culturale della comunità dell’area di Traslasierra.

E’ stata realizzata una pagina facebook, che si può raggiungere al seguente link.

Infine tutto il materiale prodotto è custodito in un piccolo museo nella frazione di Cañada Larga e una sua elaborazione in 3D (realizzata da Alessandro Palazzetti) è stata messa on line tramite il sito del “Circolo Amerindiano”.

 

Ulteriori informazione anche nel sito dell’Istituto Italo Latino Americano di Roma